Innamorati dello specchio

Nadiolinda
Scrittrice (Se non ti piace dillo. Il sesso ai tempi dell'happy hour, Mondadori), fidanzata.
Molto sotto, molto in fondo, il lato romantico c'è, conosco molti che con grandi compromessi si trasferiscono a Milano per amore, anche se poi chi diventa milanese doc ritorna single e gli altri se ne vanno. Qui ci sono solo dei macroluoghi dove il ricambio è costante e non vedi mai la stessa persona per due sere. Allora nascono amori da buffet: metti un occhio nel locale, scegli quelli che ti piacciono e punti sulla serata. E' divertente quando vuoi rimanere single, ma se cerchi una relazione seria il vero obiettivo è il secondo appuntamento. Escludo la palestra, dove non si accoppia più nessuno e vi dico che io, che vengo da Brescia, ho sempre rimorchiato molto bene sui Navigli. L'età però negli ultimi tempi si è molto abbassata e si vedono i genitori quarantenni degli adolescenti che alle quattro vengono a "ritirare" i figli.

Francesco Gungui
Cuoco e scrittore (Nel catalogo c'è tutto, Feltrinelli e Mi piaci così, Mondadori), fidanzato.
Almeno fino ai trent'anni, Milano aiuta le relazioni flessibili e infatti il letto a una piazza e mezza sta avendo grande fortuna: è sufficientemente grande per dormirci in due qualche notte ma non "per sempre". Il simbolo di un tipo di relazione. Non direi che la città pensa ai single: affittare un appartamento da solo è costosissimo. Ma chi l'ha detto che il single deve vivere da solo? È poi vero che qui si lavora tanto ma proprio sul lavoro si può incontrare l'amore: i single più tristi sono quelle che lavorano in aziende di tre persone. A loro consiglierei di iscriversi subito in palestra o di fare jogging al parco. Io ho lavorato per un periodo al baracchino del Parco Sempione, quello dietro la Triennale: lì era davvero ogni giorno "pesca miracolosa".
Niccolò Agliardi Cantautore e scrittore (Ma la vita è un'altra cosa. Mondadori), single
Purtroppo la singletudine non deriva dalla metropoli. C'entrano di più il tuo mestiere, le ambizioni e il voler mantenere quello spazio che chiamiamo libertà, ma che sembra tanto egoismo. Questa città comunque è a misura di single: dalle monoporzioni che in un paesino delle Marche non troveresti ai negozi di arredamento, Milano ormai pensa single. Conoscere gente qui non è difficile, il problema sono le ghettizzazioni in "ambienti" che non interagiscono: quello della moda, degli avvocati, della tv... Io ad esempio vorrei incontrare una donna fuori dal mio ambiente, quello musicale, e non ci riesco. Perché l'organizzazione sociale della città tollera poco sogni e fragilità del single "dissociato" dal suo gruppo di appartenenza professionale.
Marco Archetti
Autore di canzoni e scrittore (Lola Motel, Feltrinelli), in un periodo di transizione
«Milano e amore» sembra un ossimoro: siamo abituati ad averne un'immagine grigia e uniforme, lontana da un'idea di esplorazione sentimentale. A Milano si viene per lavorare, per altri tipi di occasioni. Ci ho appena vissuto un anno e mezzo e non l'ho trovata disponibile. È vero che c'è molta gente di tutti i tipi, ma chi abita a milano è incattivito, innervosito, autoreferenziale. Io poi non frequento i luoghi da single metropolitano: la palestra mi fa orrore, al supermercato c'è sempre una coda lunghissima. Ho incontrato molte persone sole e tutte disperate, in piena lamentela sentimentale perché non c'è offerta. Un angolo del cuore però ce l'ho: giardini del Planetario. Quindici anni fa lì ci scappò un primo bacio e ci ho ambientato una scena cruciale del mio prossimo romanzo. E poi dove puoi portare una ragazza a Milano a veder le stelle se non al Planetario?
Matteo B. Bianchi
Scrittore (Esperimenti di felicità provvisoria, Baldini Castoldi Dalai), fidanzato
Ci vivo da 15 anni e ci sono nato accanto e posso dire che sicuramente Milano non è una città romantica. Per dimensioni, spazi, perché ti costringe a spostarti in macchina, perciò non c'è passeggio, incontro, dimensione intima e perché conserva una nordica snobberia di fondo. Magari in un locale ci si guarda per tutta la sera senza scambiare una parola: a Napoli non succederebbe mai. Però offre scenari straordinari per varietà e puoi trovare sempre quello sulla tua lunghezza d'onda, dalla moda al rock alternativo. È per questo che alla fine dà dipendenza. Tanto che io l'amore l'ho trovato altrove, si è trasferito a Milano per me e ora non tornerebbe mai indietro.
Marina Martorana
Scrittrice e giornalista, single
La fretta è antiromantica e a Milano gli incontri sono sempre frettolosi, un vortice di business e pragmatismo. Torino e Venezia sono salottiere, a Milano se vai da solo all'happy hour non ti si avvicina nessuno. In compenso essere single qui dal punto di vista pratico non pesa: ci sono i surgelati monoporzione, ché un single mangia poco in casa e gli scade tutto e anche se sei una donna che vive sola nessuno ti si fila. Basta spostarsi sul Lago Maggiore, dove ho una casa e già i vicini pensano chissà che. La città di suo avrebbe molti luoghi romantici: i Navigli, Brera, il Parco Lambro, ma i milanesi ormai preferiscono incontrarsi online. Anche se sono avvocati, giornalisti o dirigenti, perché internet è veloce e non sembra invadente.