Gli innesti di Ibra e Kakà non funzionano: che soddisfazione

Succede che in Spagna montano critiche e perplessità sui due innesti carissimi e spettacolari di Barcellona e Real Madrid, è di moda attaccare gli acquisti italiani Ibrahimovic e Kakà, e diciamolo pure, a noi italiani ci dà grande soddisfazione.

Sono piccole soddisfazione dai. E sono proprio soddisfazioni di tutti. Quando un presidente spende a raffica e porta a casa poco, la gioia è di tutti, anche di quelli che di calcio non ci capiscono, è uno di quei fenomeni collettivi semplici e facilmente spiegabili, lasciano a tutti una speranza, aguzzano l'ingegno. Succede che in Spagna montano critiche e perplessità crescenti sui due innesti carissimi e spettacolari di Barcellona e Real Madrid, è di moda attaccare gli acquisti italiani Ibrahimovic e Kakà, e diciamolo pure, a noi italiani ci dà grande soddisfazione.
Barça e Real pensavano di volare con il brasiliano e lo svedese, invece sono lì sulla terra a guadagnarsi il pane quotidiano. Mentre Inter e Milan sembra abbiano superato con una certa agilità le partenze dei due ex idoli.
L'Inter gioca meglio e Kakà ha la pubalgia, fantastico.
Le conseguenze in Spagna sono note: se il Real è in un periodo incoraggiante, la pubalgia di Kakà è considerata leggera e affatto preoccupante, se il Real è nella bufera, la pubalgia di Kakà è cronica e la colpa è di Pellegrini che non gli concede il giusto riposo. Al Barcellona invece su Zlatan Ibrahimovic l'accusa è più diretta: il farfallone non segna, o comunque non segna come e quanto segnava Eto'o.
«Ibra si sgonfia nel suo duello personale con Etòo», ha titolato il quotidiano Marca, con cifre e statistiche tutte contro il vecchio Ibra al quale però Pepp Guardiola continua a consegnare una maglia da titolare. In realtà Ibra non è Eto'o, si può discutere quale sia il migliore ma non si arriverebbe a una conclusione, oltretutto neppure a Milano nessuno conosce ancora il vero Eto'o. Ma l'Inter non ha speso 50 milioni di euro più Ibra per avere Eto'o.
Più preoccupante, secondo la stampa spagnola, è la crisi di Ricardino Kakà. El Pais gli ha dedicato una intera pagina in cui rivela la vera malattia del paulista: lo stress. Ebbene lo stress divorerebbe Kakà e qui si è aperto uno dei capitoli più tristi della vicenda: «Kakà è stato un fantasma con il Lione - si legge su El Pais -, disputando una delle prestazioni più grigie, e adesso sta mettendo Manuel Pellegrini nei guai».
Ecco il vero bersaglio della stampa spagnola, il tecnico del Real Madrid che se non riuscirà a qualificarsi verrà messo in un angolo del Bernabeu con Josè Mourinho, secondo Marca, già a libro paga e pronto a prenderne la panchina. Kakà è preso ad esempio per spiegare di quale malattia soffra la sua squadra, con Pellegrini che non riuscirebbe a capirci niente proprio perchè incapace di gestire un gruppo di tanta qualità. In realtà Pellegrini si è trovato una squadra squilibrata che non ha voluto lui, gonfia di attaccanti comprati a peso d'oro dal presidente Florentino Perez, e pur di farli giocare tutti o quasi, ha chiesto a Kakà di sacrificarsi, insomma di fare un po' Gattuso, un po' Ambrosini e un po' Flamini, senza andare a pestare i piedi a Cristiano Ronaldo, Benzema, Raul e Higuain. Un Kakà raggiante ha detto signorsì e si è calato nella parte di gregario di Higuain perché ama troppo il suo lavoro, e questo gli procura una tensione eccessiva. Soffre un blocco che gli impedisce di esprimere le sue qualità, hanno detto gli esperti. E tutto questo, se non ci fosse quella soddisfazione di cui si parlava prima, mette umanamente malinconia. In realtà la raccolta di figurine di Florentino Perez è tale che al confronto anche quella di Massimo Moratti passa in secondo piano. E così, mascherando la faccenda con stress e perdita di personalità di Kakà, la stampa in verità mette sulla graticola il cileno Manuel Pellegrini, voluto con tutta la forza da Jorge Valdano che ora non trova neppure tempo per difendere la sua scelta. Marca è uscito con la notizia sparata in prima pagina di accordi diretti e avanzati con l'entourage di José Mourinho, creando ancor più tranquillità nell'animo dell'attuale allenatore. Nei prossimi giorni una eliminazione in Champions, dopo quella in Coppa del re contro una squadra di serie C, sarebbe un duro colpo per il calcio stellare di Florentino Perez, e soprattutto per le sue casse in cui sono stati proiettati guadagni con largo anticipo. Sarebbe più interessante calcolare a quanto ammontano già ora le perdite. Convinti che Real e Barcellona siano due grandissimi club, aspettiamo il certo riscatto. Ma chiunque ora si deprimerebbe a cucinare e servire a tavola per quella lista di superattaccanti che si ritrova il Real, non solo un Pallone d'Oro come Ricardo Kakà. Magari poi in Champion ci affrontano e ci stordiscono, ma per adesso che spettacolo, che soddisfazione, godiamocela.