Inno di Mameli in Comune: tutti a favore, poi votano no

Ad Arenzano il consigliere Mina (Lista Biasotti) chiede di iniziare le sedute con le note patriottiche: maggioranza d’accordo a parole

«Non vi ho chiesto di intonare le note di Faccetta nera o Giovinezza o, ancora, Bandiera rossa». No, Giuseppe Mina, consigliere di minoranza (Lista Biasotti) del comune di Arenzano - e candidato sindaco di centrodestra alle passate elezioni - lunedì sera, durante la seduta del consiglio comunale, ha fatto ben altra proposta: «Iniziare ogni seduta del consiglio comunale sulle note dell'inno di Mameli, per ricordare sempre e a tutti che l'Italia è unita e lo resterà sempre». Tutti a favore, ma la mozione viene respinta.
Una decisione presa dopo due ore di consiglio dedicate all'assestamento del bilancio comunale. Questioni tecniche che hanno visto i quattro membri della Pdl di Arenzano uscire dall'aula per protestare, ha spiegato il capogruppo Massimo Ponzano (Fi), «contro i continui ritardi coi quali la maggioranza invia le informazioni all'opposizione». Divisioni che non sono state superate dalla proposta di Mina. Una idea, spiega il consigliere, «maturata dopo quella incresciosa disputa sull'unità di Italia lanciata lo scorso luglio dal sindaco siciliano di Capo D'Orlando, Enzo Sindoni, che ha distrutto a picconate la targa intitolata a Giuseppe Garibaldi». Tanto più, aggiunge il consigliere, che tale gesto è stato avvalorato dallo stesso presidente della regione siciliana, Raffaele Lombardo («adesso bisogna cancellare Cavour, qualche siciliano come Crispi che fece sparare sul popolo e Nino Bixio») determinato a portare avanti la lotta, e con tempi ben precisi. «A settembre abbatteremo i simboli di un'impostura chiamata unità d'Italia», è stata la sfida lanciata da Palermo a voce di Lombardo. E proprio nel consiglio comunale di settembre Mina era ben deciso a raccogliere la sfida dall'altro lato del Tirreno, in provincia di Genova, patria dell'inno e luogo in cui le parole «Fratelli d'Italia, l'Italia s'è desta» vengono intonate per la prima volta (era il 10 dicembre del 1947 di fronte al santuario di Oregina). «La maggioranza si riconosce nei valori costituzionali quindi è indubbio che tutti noi della maggioranza di centrosinistra condividiamo le motivazioni del consigliere Mina», spiega la consigliera Giulia Gambino che vota contro. «Condivido lo spirito del consigliere ma la risposta migliore sarebbe non militare in quei partiti che promettono di fare cose indicibili col tricolore», spiega dall'estrema sinistra (opposizione in aula) Alessandro Sintoni. Astenuto. Tocca al vice sindaco Francesco Vernazza fare da portavoce di tutta la maggioranza di centrosinistra guidata dal sindaco Luigi Gambino: «Apprezzo molto il senso e lo spirito con cui ha sollevato questa volontà ma ci sono valori che devono essere difesi e diffusi in modo più incisivo della semplice trasmissione dell'inno», spiega, subito prima della bocciatura definitiva dell'ordine del giorno presentato da Mina, il vicesindaco secondo il quale «l'inno di Mameli, per il rispetto che merita, dovrebbe essere addirittura centellinato perché altrimenti si svaluterà».