Gli innocenti da ricordare

Roberta Bottino

È facile predicare bene e razzolare male, e a fare le spese di una simile condotta è stata l’insegna dei giardini dedicati al partigiano Giovan Battista Cavagnaro, caduto per la libertà nel 1944. Un ragazzo di soli diciassette anni che in queste ultime settimane è stato dimenticato dai «compagni» di sinistra. La sua targa, imbrattata con frasi offensive dalle gang di ecuadoriani che giorno e notte infestano quei giardini, da mesi attendeva di essere ripulita. L’assessore alla vivibilità Roberta Morgano, informata dell’accaduto, aveva promesso che in pochi giorni l’insegna sarebbe tornata agli antichi splendori. «Informerò i miei uffici» disse. Ma da parte della civica amministrazione non si è mossa foglia e così, a difendere la dignità del partigiano Cavagnaro alcune settimane fa, si mobilitarono consiglieri e militanti di sinistra. «Puliremo con i compagni antifascisti della Valbisagno quella targa» promise Roberto Delogu dei Comunisti italiani. Sembrava tutto pronto. L’insegna imbrattata doveva essere pulita in occasione di una manifestazione organizzata per la riqualificazione dei giardini Cavagnaro. Peccato però che la manifestazione si sia svolta in piena regola, ma la scritta non sia stata cancellata.
Quando tutto sembrava perduto, ecco arrivare consiglieri e militanti di Alleanza Nazionale, che con uno straccio e un po’ di solvente hanno ridonato la dignità a quel giovane caduto. «Abbiamo ritenuto di ripulire questa targa innanzitutto contro chi usa l’antifascismo senza ragionare invece su quel periodo storico - spiega il consigliere comunale Giuseppe Murolo -, secondariamente perché si tratta di un reato compiuto da extracomunitari che devono rispettare le nostre regole, e una di queste regole è quella di non sporcare nessuna lapide. È scandaloso che Comune e Provincia spendano circa 100mila euro in parate e commemorazioni per il giorno della Liberazione. Soldi spesi inutilmente per fare passerelle e autocelebrazioni post elettorali».
La targa in memoria del partigiano Cavagnaro finalmente è stata pulita e la speranza è che lo rimanga per sempre. «Questi giardini versano in condizioni davvero critiche - commenta Andrea Brundu, consigliere di circoscrizione di An -. Continuiamo ad assistere a spettacoli di gente ubriaca che fa risse e aggredisce i passanti. Chi governa questa città non fa nulla e addirittura l’ufficio di sicurezza del sindaco ha rifiutato di posizionare delle telecamere nella piazza per controllare la frequentazione di questi giardini».
Intanto da Palazzo Tursi escono manifesti che recitano: «25 aprile, Genova non dimentica», ma sarà difficile dimenticare la figuraccia dei compagni della Valbisagno, che persino l’assessore alla cultura Luca Borzani commenta così: «Bene che sia stata pulita, peccato che ci siano volute tante sollecitazioni per ottenere questo risultato».