Inpdap, il manager si «assume» come co.co.co

da Roma

Amministratori di una società e contemporaneamente consulenti o co.co.co? Sembrerebbe un paradosso, un ossimoro, eppure all’Inpdap, l’istituto previdenziale per i dipendenti pubblici, tutto questo è realtà.
Alcuni consiglieri di amministrazione, infatti, figurano nell’elenco ufficiale degli incarichi e dei compensi aggiornato allo scorso novembre in quanto svolgono alcune mansioni retribuite dallo stesso ente. Non si tratta di cifre stratosferiche, ma che tuttavia hanno una loro rilevanza soprattutto se si considera che agli amministratori Inpdap spetta un’indennità mensile di 1.691,57 euro al mese più un gettone di 83,67 euro per ogni seduta del cda alla quale partecipano.
Il consigliere Sergio Corbello risulta titolare di due contratti co.co.co.: il primo come direttore responsabile della rivista trimestrale Inpdap per 7.953,4 euro annui e il secondo come componente del comitato pensioni privilegiate (7.230,3 euro annui ai quali si sommano 52,71 euro del gettone di presenza). Insomma, si tratta di oltre 35mila euro annui che si aggiungono alle entrate di uno stimato professionista, una vita nel San Paolo Imi, presidente di Assoprevidenza e tuttora presidente o consigliere di istituzioni del settore previdenziale.
Eppure il comitato pensioni privilegiate, ossia i trattamenti riservati ai dipendenti pubblici che hanno contratto inabilità al lavoro per cause di servizio, vede tra i suoi consulenti altri due consiglieri di amministrazione Inpdap: il cassazionista Gennaro Famiglietti (7.230,3 euro annui) e Ruggiero Ferrara, già dirigente per la semplificazione presso il ministero della Funzione Pubblica. Ferrara è presidente del comitato, pertanto il suo compenso annuo è un po’ più alto di quello dei suoi colleghi (7.953,4 euro). Il gettone di presenza per entrambi vale 52,71 euro.
Alla rivista trimestrale collabora come co.co.co. il condirettore responsabile, il consigliere Gaetano Colucci. Il compenso annuo è di 7.230,3 euro. Colucci, però, è anche uno dei tre membri in quota Inpdap (insieme al presidente Marco Staderini e al consigliere Luca Rodolfo Paolini) di Fimit, la società di gestione del risparmio controllata da Unicredit che gestisce i fondi ad apporto nel quale è confluita parte del patrimonio immobiliare dell’ente. Come membro del cda di Fimit giungono altri 25.000 euro. Colucci è un avvocato salernitano, deputato per quattro legislature prima del Msi e poi di An. L’indennità da ex deputato è di 8.455 euro mensili.
Sempre restando in tema di società pubbliche, bisogna segnalare che il presidente del Mefop (società per lo sviluppo dei fondi pensione controllata dal ministero dell’Economia, ndr), Mauro Maré, è co.co.co. dell’Inpdap come componente del comitato scientifico della rivista trimestrale (1.807,6 euro annui più 433,82 euro di gettone di presenza).
Le cifre, come già spiegato, non sono scandalose e si tratta di persone competenti nell’ambito previdenziale. È lecito però chiedersi se alcuni di questi compiti non potessero essere svolti con la corresponsione di un semplice gettone di presenza. Gli sprechi molto probabilmente sono altrove, ma anche i piccoli gesti hanno la loro importanza.