Inquilini Aler pagano il portiere che non c’è più

Pagano il servizio di portineria, in quel condominio di proprietà dell’Aler, ma il portiere è morto a marzo, e da tempo non lavorava più, perché malato. Eppure questa non è neanche la cosa peggiore che capita agli inquilini di via Tracia 7, vicino a San Siro. Gli scantinati della palazzina sono occupati da quattro-cinque extracomunitari clandestini. Li usano per lavarsi. Hanno approntato anche dei bagni: un lastrone di cemento è stato divelto, così è possibile servirsi direttamente della fogna a cielo aperto. In quei sotterranei, poi, sono impegnati in traffici di ogni tipo, ricevono persone sempre diverse. C’è un via-vai continuo, anche di notte, ma gli extracomunitari non lasciano avvicinare gli inquilini. Quando qualcuno ci ha provato lo hanno minacciato con il coltello. Tempo fa un marocchino è stato massacrato di botte. È morto sull’ambulanza mentre lo portavano via in ospedale. I furti sono quotidiani. «La polizia qualche volta è venuta - racconta uno degli inquilini, Jimmy - fa domande, prende nomi e cognomi e poi se ne va, e tutto resta come prima». Jimmy è un ecuadoregno. Paga 670 euro per un appartamento di quaranta metri quadrati. È arrivato qui raggirato da quella che si spacciava per proprietaria, e invece era solo in affitto, e pagava alla vera proprietaria solo la metà di quello che versava lui.