Inquinamento e abitudini dei cittadini

La politica non può far tutto. O meglio: non può arrivare dappertutto, senza che i cittadini facciano la loro parte. Si tratta di una filosofia semplice, addirittura spicciola ma che rappresenta fedelmente la realtà. Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, a proposito dell’inquinamento ha parlato a partire da questa filosofia. I dati sono chiarissimi. Nei mesi invernali il riscaldamento nelle case, negli uffici, nelle industrie contribuisce per il 45 per cento alla produzione di polveri sottili, quelle polveri che fanno male ad anziani, ai bambini, agli occhi, ai polmoni. A tutti. C’è una legge regionale che impone come massima temperatura nelle case i 22 gradi che scendono a 20 nelle imprese e negli uffici. Nel 2005, nella sola città di Milano, c’erano ancora duemila impianti di riscaldamento irregolari. Da lunedì saranno in giro venticinque agenti di polizia giudiziaria che tenteranno di far rispettare queste regole. Ma sarebbe pia illusione pensare che con venticinque agenti si possano controllare i nove milioni di lombardi ai quali Formigoni ha chiesto la collaborazione. Queste sono tutte considerazioni di ordine pratico, diremmo di fattibilità. Realistiche, come dicevamo sopra. Ma si può anche leggere questo appello di Formigoni mettendosi un altro paio di occhiali: quelli di un modo diverso di guardare al rapporto con i cittadini da parte della politica. E cioè quello di indicare i limiti della politica stessa. Certo, ci vuole coraggio a fare discorsi di questo tipo, perché spesso il politico può essere incline a imbonire i cittadini e non a dire loro come stanno le cose.
Ci vuole, quindi, coraggio a chiedere ai cittadini una sorta di sforzo nella direzione di un’etica della responsabilità personale, cioè di un contributo alla causa ecologica fatto di comportamenti diversi. Non è semplice decidersi a chiedere questo impegno ai cittadini perché facilmente, da alcuni, potrebbe essere indicato come un disimpegno da parte della politica, un voler giocare a scaricabarile.
Non è così perché tra le utopie ambientaliste e l’incoscienza ambientale c’è una strada possibile che è quella di una politica che fa tutto quello che può ma chiede anche ai cittadini di impegnarsi per non rendere vani questi sforzi.