Inquinamento Ilva, la prescrizione «salva» i Riva

Sono prescritti quasi tutti i reati per il presidente del gruppo Riva, Emilio Riva, e per i figli, Arturo e Claudio, mentre parte degli atti tornano alla procura: è questa la conclusione del processo in appello per l’inquinamento ambientale provocato dall’Ilva di Cornigliano tra il 2001 e il 2005. Ieri il pm Carlo Felice Tramontano aveva chiesto un anno d’arresto per i tre imputati. Il processo di primo grado, tenutosi tra il novembre 2004 e l’ottobre 2006, si concluse con la condanna dei Riva a un anno e 4 mesi d’arresto (pene condonate) e l’indennizzo alle parti civili. La prima sezione penale della Corte d’appello, presieduta da Giorgio Odero, ha deciso di riconoscere le prescrizioni relative ai capi d’imputazioni legate alla cokeria, mentre ha rimandato alla procura gli atti relativi all’altoforno per vizi procedurali. «Un atto formale perché la prescrizione è alle porte», ha commentato il legale di Legambiente Stefano Bigliazzi. Quanto alle associazioni Legambiente e Per Cornigliano, la Corte le ha riconosciute come intervenenti e non come parti civili. Per questo potranno solo avere il riconoscimento delle spese legali.
«Riva non è stato assolto», ha sottolineato la presidente dell’associazione Per Cornigliano, Cristina Pozzi. «Che alcuni reati sarebbero finiti prescritti lo sapevamo ma combattevamo per la condanna per la ritardata chisuura dell’altoforno e di fatto col rinvio alla procura parte tutto da zero col rischio di prescrizione, visto che quei reati si prescrivono all’inizio del 2010 - ha osservato Cristina Pozzi - Non siamo mai stati tutelati dalla politica e non lo siamo stati dalla magistratura. Resta la soddisfazione di esserci impegnati come cittadini contro un colosso come il gruppo Riva e di positivo c’è che i Riva sono stati condannati in primo grado e non escono assolti in secondo grado».