Inquinamento, Santa Giulia senza pace

Il Tar: «Terreni contaminati». Battaglia legale sulla bonifica

Non c'è pace per Santa Giulia. Il Tar scrive l'ennesimo capitolo del calvario di un quartiere che doveva diventare il fiore all'occhiello della «nuova» Milano. Con buona pace dei residenti che convivono da oltre un decennio con cantieri infiniti. E dei futuri abitanti che ancora non hanno visto posare la prima pietra della loro casa.

Il Tar ha infatti respinto il ricorso dalla società proprietario Santa Giulia spa, che fa capo a Risanamento. I giudici hanno riconosciuto che «la ricollocazione del terreno nel sito oggetto del procedimento di bonifica è avvenuta in difformità rispetto alle previsioni del Piano scavi del 2004».

Quindi i materiali di riporto, cioè quelli usati per riempire gli infossamenti del terreno per poi costruire, devono essere considerati «fonti di contaminazione». Devono dunque essere rimossi, decontaminati o messi in sicurezza permanente.