Inquinamento, serve un po’ di minimalismo

Riprende la concertazione fra Comune e Regione per dare soluzione al problema che ha dominato l’ultima campagna elettorale per palazzo Marino: il nevrotico e mefitico intreccio fra traffico e inquinamento. E dunque: ticket o non ticket? E se sì, ticket per chi e da dove e da quando? E dei troppi impianti di riscaldamento a gasolio che ne facciamo? Per dare risposta organica e completa a queste e a tante altre domande correlate, la giunta Moratti era partita con idee molto chiare ma poi ha dovuto fermarsi davanti alle troppe resistenze di lobby e particolarismi, categorie e localismi. Era prevedibile. Ora si ricomincia e c’è da aspettarsi che, quelle ottime idee originarie, che definirei positivamente «massimaliste», verranno modificate e ridimensionate e che iniziative concrete non partiranno prima di se mesi o un anno. E intanto? Forse è opportuno - e francamente lo è da un bel po’ - prendere subito, in attesa dell’applicazione del piano «massimalista», una serie di misure «minimaliste» e applicabili nelle condizioni attuali. Magari disorganiche e parziali ma pur sempre utili, se non altro per non lasciar passare vanamente altri mesi. Misure tese soprattutto a scoraggiare il traffico privato. Qualche esempio: una disciplina più severa del divieto di sosta (la multa o il costo del parcheggio sono in sostanza un’alternativa al ticket); un accesso più difficile in città per i mezzi pesanti; un regolamento più severo per il carico e scarico di merci (in molte città europee è consentito solo di notte); qualche forma di liberalizzazione degli orari dei negozi; primi incentivi, agendo ad esempio sull’Ici, alla conversione in tempi brevi degli impianti di riscaldamento da gasolio a metano. Potrei proseguire ma mi fermo perché immagino le obiezioni. Le solite: l’opposizione di questa o quella lobby, di questo o quel comitato, associazione, gruppo. Problema che però ci sarebbe e ci sarà comunque e allora meglio cominciare ad affrontarlo volta per volta sulla singola misura. Insomma, cominciamo a far qualcosa: un po’ di «minimalismo» subito in attesa della «rivoluzione». In fondo è il metodo sempre proposto dai riformisti, vale anche per traffico e inquinamento.