«Insalata africana»: invece erano 120 kg di Khat

La droga del Continente Nero masticata o usata come infuso ha effetti simili alla cocaina

Ai finanzieri e doganieri che li hanno invitati ad aprire le pesanti valigie, hanno spiegato che si trattava di una costosissima e raffinata insalata africana, praticamente introvabile in Italia, acquistata per la festa di compleanno di una loro amica e, per qualche istante, devono aver pensato di poterla fare franca. Ma nei bagagli ecco la sorpresa: centinaia di mazzetti di piantine verdi-rossastre con le radici avvolte da foglie di banana per mantenerle fresche ed asciutte fino all’utilizzo, tutti germogli di arbusti di Catha edulis Forsk, un albero diffuso particolarmente nelle regioni montuose dell’Etiopia, della Somalia, del Kenya, del Madagascar, dello Yemen e dell’Arabia Saudita, le cui foglioline vengono masticate a lungo, oppure essiccate e bevute in infusi o decotti (il cosiddetto tè abissino). In questo modo il principio attivo presente nella sostanza, il catinone, del tutto affine alle anfetamine, entra in circolo nel sangue provocando uno stato di euforia generale. Simile a quello provocato dalla cocaina.
Subito analizzati, dunque, quei seicento mazzetti di strane piantine verdi-rossastre, per complessivi 120 chilogrammi sono risultati, appunto, Khat. Concluse le formalità, i quattro giovani, tutti residenti in Inghilterra, poco prima sbarcati da un volo proveniente da Londra, sono stati arrestati con la pesante accusa di traffico internazionale di stupefacenti. L’operazione è frutto della collaborazione tra la Guardia di Finanza e la Dogana di Ciampino che, dall’inizio dell’anno, ha condotto alla denuncia di 40 persone, di cui 30 in stato d’arresto, per violazione alla legge sugli stupefacenti, e al sequestro di 250 chilogrammi di droga.