Insediamenti nomadi Abbattuti 878 manufatti abusivi

Sono state 2200 le persone controllate nel 2008 dall’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura nell’ambito dell’attività di contrasto del fenomeno dell’immigrazione clandestina, della tutela delle aree verdi e golenali dei fiumi Tevere e Aniene. Nel corso dei blitz contro gli insediamenti abusivi sono stati abbattuti 878 manufatti costituenti circa 350 insediamenti, controllati 500 veicoli di cui 54 sottoposti a sequestro, e sono state elevate 62 contravvenzioni. Delle 1924 persone straniere controllate, 713 sono state identificate, 17 arrestate, 193 indagate in stato di libertà, 43 espulse dal territorio nazionale, 12 accompagnate al centro identificazione espulsione.
I dati li ha rivelati ieri il questore, Giuseppe Caruso, ricordando che l’attività è stata svolta in collaborazione con i militari dell’esercito, il battaglione Granatieri di Sardegna, il corpo forestale dello Stato, la Regione Lazio e l’Ente Roma Natura.
«Un ringraziamento alle forze dell’ordine e al sindaco Alemanno - interviene Marco Scotto Lavina, consigliere del Pdl alla Provincia - perché oggi Roma è una città più sicura rispetto a pochi mesi fa. I dati forniti dalla questura dimostrano che la criminalità ha dovuto fare un passo indietro nel controllo del territorio». «Rimangono comunque da risolvere molte questioni come quella dell’emergenza nomadi - aggiunge - che è prima di tutto un problema di ordine pubblico, in quanto, come noto, nei campi regolari come in quelli irregolari, la principale attività è quella criminale».
Invece il sindaco di Anguillara fa sapere che nel suo territorio non vuole accampamenti nomadi. «Sono rammaricato di dover comunicare che, seppur consapevole del grave problema legato agli insediamenti rom, mi trovo nell’impossibilità di fornire un contributo in questo senso», dichiara il primo cittadino Emiliano Minnucci in merito alla richiesta di individuazione di aree per nuovi campi rom del 22 dicembre 2008, inviata in una sorta di ricognizione complessiva a tutti i comuni della provincia di Roma.
«Il territorio del nostro comune - scrive ancora Minnucci - in passato, prevalentemente a vocazione agricola, è già stato fortemente compromesso da Enea, elettrodotti ed estrema vicinanza alle antenne vaticane, e questo ha comportato notevoli problemi alla cittadinanza. L’unica risorsa che attualmente rimane al Comune è quella turistica favorita dalla posiziona naturale dell’antico borgo che affaccia sul lago e dalle riserve naturali dei dintorni. Pertanto un eventuale campo rom significherebbe una penalizzazione per lo sviluppo della città».