Insegnanti, domani sciopero dei Cobas

Settimana difficile per il mondo della scuola: è previsto per domani lo sciopero degli insegnanti e del personale Ata vicino ai Cobas, a una decina di giorni dallo sciopero generale di un’ora del personale della scuola statale non statale, indetto dalla Cgil nel pacchetto di mobilitazioni a scadenza quindicinale. Ma continuano le mobilitazioni del mondo accademico per protestare contro la riforma dell’università.
La mobilitazione parte dal Politecnico, eccellenza del sistema universitario meneghino e italiano, per mano addirittura del rettore uscente Giulio Ballio che ha preso carta e penna per scrivere agli studenti una lettera dai toni piuttosto decisi. Mentre in piazza Leonardo da Vinci gli studenti partecipano al Careers Fair (ore 10,30 padiglione Nord, campus Leonardo) dove 21 aziende straniere e internazionali offrono più di 40 opportunità di lavoro, tesi e stage per studenti e laureati in 18 paesi del mondo, il rettore ha deciso di prendere una durissima posizione contro la riforma. «Spesso le persone che incontro mi chiedono se è reale il quadro che viene rappresentato dai molti interventi riportati dai media - scrive alle famiglie degli iscritti - oppure se stiamo assistendo, forse senza rendercene conto, a un attacco teso a sfiduciare le università statali. Appare legittimo il dubbio che vi sia il desiderio di sostituire l’università pubblica con un sistema privato, devastando le aspettative di più di un milione e mezzo di famiglie italiane. Noi, che siamo allo stesso tempo insegnanti e ricercatori, ci sentiamo profondamente offesi perché ci si vuole delegittimare proprio di fronte alla comunità che abbiamo scelto di servire col nostro lavoro e con i nostri sacrifici».
Intanto sempre oggi è prevista la mobilitazione dei ricercatori precari della facoltà di Sociologia della Bicocca, che «a differenza di altre componenti della Facoltà» hanno «deciso di non indugiare e di manifestare»: «I tagli non incidono in nessun modo sui mali e sui privilegi delle vecchie baronie o sulle modalità di reclutamento delle nuove generazioni di docenti. Anzi, sono proprio le nuove generazioni, di cui facciamo parte, a essere le più martoriate» scrivono. I ricercatori si troveranno alle 13 in piazza dell'Ateneo Nuovo per spiegare le ragioni della sospensione delle attività e aprire un dibattito, cui seguiranno altre iniziative.
A un quadro già complicato che ha anche visto slittare l’inizio delle lezioni delle facoltà scientifiche della Statale per la protesta dei ricercatori, si aggiunge il rinvio della discussione del ddl Gelmini alla Camera, da oggi a domani, per la mancanza del parere della commissione Bilancio. MBr