Insegnanti travestite da «asini»: dopo le proteste ecco le denunce

Matteo Rosso (Fi) annuncia che procederà per le vie legali

(...) Daneo di cui si è fatta portavoce la dirigente scolastica Michela Casareto è pubblicata integralmente in questa pagina, a fianco. Si contesta, nella nota, la didascalia di pagina 8 dell’edizione nazionale di ieri del nostro quotidiano, ma nella didascalia non veniva affatto detto che la preside che ha capeggiato la rivolta in piazza sia di Sinistra Arcobaleno. Si diceva, invece, nel titolo di apertura di pagina che riguardava un articolo chiarissimo in proposito e in cui la dirigente scolastica genovese - che non fa parte di Sinistra Arcobaleno - non veniva citata. Secondo la dirigente scolastica, inoltre, la fotografia che ritrae la maestra che indossa ancora il cappello da asino mentre è in classe davanti ai bambini sarebbe stata scattata «a totale insaputa della maestra e dei suoi allievi». Si tratta di fotografie di diverse agenzie mandate in rete per l’uso dei quotidiani i cui fotografi sono stati evidentemente ammessi in classe dalle stesse insegnanti, visto che non possono apparire in alcun modo foto «rubate».
Resta il fatto che il giornale, come gli altri organi di informazione, ritiene di avere il dovere di dare conto ai propri lettori dei fatti che si verificano: l’evidenza è che alcune maestre non si sono limitate alla manifestazione fuori dalla scuola, ma sono entrate nelle aule con il cappello da asino. E questo fatto non è sfuggito a Matteo Rosso, consigliere del gruppo Forza Italia in consiglio regionale che annuncia di aver scritto al direttore scolastico regionale per «chiedere ragioni delle fotografie che ritraggono le maestre vestite da asino nelle classi». «Vorrei capire - chiarisce Rosso - se le maestre erano acconciate in quel modo perché nell’ambito della loro normale attività didattica si sono trovate a dover illustrare la fiaba di Pinocchio, oppure se come ho letto e ho sentito si trattava del prosieguo della protesta che si era svolta prima davanti alle scuole». Se così fosse Rosso è pronto a denunciare il fatto alla procura della Repubblica. «Ho dato mandato a uno studio legale di valutare l’opportunità di procedere contro un simile comportamento da parte del personale insegnante», conclude Rosso.