Inseguendo il record del mondo

Naturalmente, si gareggia anche in questo week end. La maratona più importante è olandese: a Rotterdam, gara altamente selettiva perché molto veloce (si corre quindi a ritmi elevatissimi) nella quale si va a caccia nientemeno che del record mondiale.
Il primato appartiene ad uno dei maggiori specialisti di tutti i tempi, non solo nelle corse lunghe ma nella corsa tout court: Paul Tergat, keniano. L’asso africano ha stabilito in 2h04’55“ il record del mondo in una gara che è passata alla leggenda. Sarà proprio uno dei suoi delfini, keniano, Sammy Korir a provare a battere quello che sembra un limite irraggiungibile. Ma Korir è autore della seconda prestazione all time, con 2h04’56“, ad un solo secondo dal suo capitano. Quindi, se le condizioni climatiche lo assisteranno, è assai probabile che Korir, l’allievo, possa superare il suo maestro. Nell’impresa Korir sarà aiutato da altri due atleti africani, sempre di keniani si parla, Manyim (con personale di 2h07’41“) e Koech (2h08’02“).
Al di là dell’aspetto prettamente tecnico della prova, sarà interessante rimarcare il tempo stabilito da Korir perché il record del mondo - ammesso che il keniano lo batta - potrebbe poi essere immediatamente superato da Gebrselassie, etiope, grande rivale per anni di Tergat, un autentico fenomeno del fondo mondiale. Gebre ha già annunciato infatti che a Londra, nella corsa alla quale parteciperà pure Stefano Baldini, cercherà di stabilire il nuovo record sui 42 chilometri e 195 metri. Un record del mondo, a quel punto, che potrebbe anche scendere a tempi stratosferici. E sembra impossibile che nel giro di pochi anni la maratona abbia oltrepassato limiti e orizzonti che sembravano invalicabili. Comunque, saranno giorni «di fuoco» per gli appassionati: le rivalità tra i supermen del continente africano hanno ridato linfa vitale al movimento.
Tornando a casa nostra, occorre parlare di una prova che ha fatto la storia di questo sport, la Scarpa d’oro, gara corsa ieri nel centro storico di Vigevano, gara che ha alle spalle ben 26 anni di gloria. Poche gare del nostro calendario possono infatti vantare un tale albo d’oro così prestigioso. Basti pensare ai campionissimi che l’hanno onorata: da Coe a Ovett, da Cova a Bordin per arrivare a De Castella, Ngugi, Tanui, Tergat, Hissou, Lebid senza dimenticare i nostri Panetta e Di Napoli. Una prova che vale una carriera.