Inseguimento da far west: due carabinieri in ospedale

Sorpresi in flagrante due ladri tentano la fuga in auto. Bloccati, si lanciano contro la gazzella dei militari e poi fuggono a piedi.

Franco Sala

Due carabinieri feriti, una gazzella distrutta e i balordi che riescono a sfuggire all’arresto. Per ora.
È successo l’altra notte, a Carate Brianza. Un equipaggio della radiomobile di Seregno, in servizio di perlustrazione per contrastare il fenomeno dei furti in appartamento, pattuglia la zona. I militari, sono attenti, tengono gli occhi bene aperti, quando in via cascina Veduggio vedono due malviventi che cercano di scavalcare la recinzione di una villetta, per intrufolarsi e mettere a segno il colpo.
I ladri, certamente stranieri, forse dai lineamenti del volto d’origine slava, notano l’arrivo dell’auto blu e bianca degli uomini dell’Arma. Non ci pensano un attimo, decidono di rinunciare al furto e s’infilano nella «loro» Passat.
L’auto parte come un razzo, l’extracomunitario al volante spinge al massimo il motore della macchina: inizia un lungo inseguimento.
I carabinieri non mollano, i balordi sono decisi a evitare le manette, «volano» sul filo dei 180 chilometri l’ora, con i carabinieri che gli stanno sempre con il fiato sul collo. Bruciano i semafori rossi, gli stop, i pneumatici stridono sull’asfalto: è una gincana pericolosissima. Dura diversi chilometri. Poi i fuggitivi, poco esperti del labirinto di strade della zona, si infilano in una strada senza sbocchi. Avanti non possono andare, dietro hanno l’Alfa 156 dei carabinieri. Sembrano in trappola. Ma non mollano: il balordo alla guida della Passat - risultata rubata qualche giorno fa a Vimercate - innesta la retromarcia, pigia deciso il piede sull’acceleratore e molla la frizione di scatto.
L’auto con i due immigrati centra la gazzella: le due macchine sono quasi distrutte. L’urto è violento. I militari sono feriti, riportano diverse contusioni: al pronto soccorso, i dottori prestano loro le cure del caso e fanno sapere che ne avranno per una quindicina di giorni. Nel frattempo la coppia di malviventi, si dilegua a piedi. Scatta l’allarme, la centrale operativa della Compagnia mobilita tutte le auto in servizio, la zona di Carate viene battuta palmo a palmo, sono istituiti diversi posti di blocco: dei delinquenti non si trova traccia.
In ogni caso, stando agli inquirenti, i due avrebbero le ore contate: forse, gli uomini del capitano Luigi D’Ambrosio hanno già in mente dove andare a scovarli. È solo questione di tempo.