Insetti e muffe: chiusi due locali etnici

Ispezione dei Nas: nelle cucine condizioni igienico sanitarie «assolutamente precarie» e tra il personale alcuni clandestini

Oltre ai clienti, il locale era solito ospitare diversi scarafaggi. Passeggiavano sul pavimento, lungo i muri, zona preferita: la cucina. E proprio sopra i fornelli, l’intonaco del soffitto era scrostato al punto che diversi pezzi rischiavano di cadere dentro le pentole da un momento all’altro. Click. È questa la fotografia scattata ieri mattina dai carabinieri dei Nas di Milano, della Compagnia Duomo e dell’ispettorato del Lavoro in un controllo effettuato nel ristorante «El Carajo» di via Fabio Filzi 30, a cui sono stati posti immediatamente i sigilli per condizioni igieniche definite «assolutamente precarie».
La promessa dell’insegna: cucina peruviana. La realtà dei fatti: piatti preparati in pentoloni lasciati a fianco dell’immondizia cucinato da personale assunto in nero. E così, i proprietari sono stati denunciati a piede libero e l’attività è stata sospesa fino a quando non si saranno messi in regola.
Durante i controlli nella cucina del ristorante i carabinieri hanno scoperto anche il retrobottega ricoperto di muffa, alimenti scaduti e andati a male, cibi congelati in modo non idoneo, uno spiedo di polli conservato malamente in un frigorifero, buste di plastica utilizzate come contenitori, cartoni conservati vicino ai secchi dell’immondizia, tra blatte, parassiti e insetti. Per un totale di circa 400 chili di alimenti di origine animale e vegetale avariati, che ora sono stati posti sotto sequestro e sono costati ai proprietari una multa di circa 31mila euro.
Ad essere pizzicato dai Nas non è stato solo il ristorante in zona stazione Centrale: ieri i controlli hanno portato alla chiusura di un secondo locale. Luogo diverso, stesso «menù». Anche nel ristorante eritreo di via Lazzaro Palazzi 10 (zona Porta Venezia) è stata scoperta una cuoca che lavorava in nero ed era al sesto mese di gravidanza. Il titolare, un cittadino eritreo, è stato a sua volta denunciato per violazione di norme sul lavoro e ora dovrà pagare una sanzione amministrativa di 5mila e 700 euro, punizione che va ad aggiungersi alla sospensione della licenza.