Insinna: "Bella la Tv ma che nottate. Ora, grazie al teatro, dormo"

L’attore al Ciak di Milano da giovedì: &quot;Con <em>Affari tuoi</em> mi sono divertito fino alla fine, ma sul palcoscenico capisci subito se piaci. In <em>Senza Swing</em> che vuol dire senz'anima, si ride e si pensa&quot;

di Monica Piccini

Milano Dopo il successo di Affari tuoi, il gioco dei pacchi di Raiuno condotto dal 2006 fino allo scorso giugno, Flavio Insinna è ora in tournée per l’Italia con Senza Swing, uno spettacolo teatrale che parla di sogni possibili e che lo vede protagonista insieme a un’orchestra di nove elementi. Lo show che girerà l’Italia fino a marzo (al Ciak-Fabbrica del Vapore di Milano, dal 6 novembre) porta la firma di Giampiero Solari, regista, e di Bibi Ballandi, produttore di successi come gli one man show di Fiorello e Morandi. «Tutto grazie alla popolarità che mi ha dato la tv, dai telefilm ai pacchi», dice l’attore romano senza falsa modestia. Anticipando chi vede in questo suo ritorno al teatro una scelta un tantino snob.
Ma in fondo il teatro è il suo primo amore...
«Infatti, dopo aver superato l’esame di ammissione a Medicina - mio padre è medico e pensavo di voler far anche io la professione - a 21 anni mi sono iscritto a un corso di recitazione a Roma. La mia grande passione. Dopo due anni, a cento metri dalla scuola vedo una fiumana di ragazzi. Sono lì per i provini d’ingresso al Laboratorio teatrale di Gigi Proietti. Faccio anch’io tutta la trafila e vengo ammesso. Qualcuno potrà dire: “era meglio se facevi il medico”, ma per quanto mi riguarda faccio questo mestiere da 22 anni con grande passione. Senza raccomandazioni né sotterfugi. Solo con lo sforzo. Anche solo quello di continuarci a credere».
Ed è stato premiato. Perché dopo anni in cui allestiva il suo spettacolo una volta l’anno adesso ha ben 90 repliche in cartellone.
«Speriamo. Nel senso, speriamo di arrivare alla fine».
Senza swing è lo stesso spettacolo di sempre?
«Più o meno. Solo che quello che prima era un show ’na pinza e ’na tenaglia, come si dice a Roma, adesso professionisti come Giampiero Solari e Andrea Lolli lo hanno stravolto, rendendolo una favola in cui le passioni vincono, e i cattivi per una volta vanno a casa. Se vuoi puoi ridere e basta, ma se vuoi ascoltare un messaggio più profondo, c’è anche quello. In ultima analisi Senza swing vuol dire senz’anima. Come rischiamo di fare tutti in questi anni volgari e un po’ sciatti».
Dopo Affari tuoi ha detto molti no in tv?
«Sì, con gentilezza, ma sì. Con quella trasmissione, che fa parte del passato, mi sono divertito fino all’ultimo giorno in cui siamo andati in onda, ma se non studio come faccio a trasmettere agli altri quello che non ho? Mi dicevano: che belli i tuoi aforismi. Ma se sto in uno studio tv a registrare non sto a casa a studiare, e a scrivere gli aforismi».
Una mosca bianca nel suo campo.
«Non è un reato aver deciso di fare altro, anzi. Avrei potuto continuare a condurre Affari tuoi e a guadagnare tutti quei soldi, ma non l’ho fatto per coscienziosità. Per non tradire il pubblico. Se anche uno spettatore si fosse accorto che presentavo meno bene di qualche tempo fa...».
In effetti davanti alle telecamere di Affari tuoi sembrava molto a suo agio.
«Di fronte ai concorrenti mi sono sempre posto come quando a scuola di teatro mi chiedevano d’improvvisare nella sala d’attesa del dentista. Ho giocato con le regole dell’improvvisazione. La prima delle quali è di non parlare se sta parlando il tuo interlocutore. Al pubblico dicevo: non ridete se non vi viene da ridere, così capisco anche io. Altrimenti è tutto fasullo come per gli applausi».
Era meno tranquillo la notte, però, quando aspettava insonne i dati d’ascolto.
«Quello è normale se nel tuo lavoro vuoi migliorare ogni giorno. Anche adesso che in teatro andiamo in scena alle nove di sera alle sei spengo il cellulare e comincio a innervosirmi. Sono fatto così, ho bisogno di provare e anche di soffrire. Credo che soffrire per le proprie passioni faccia sentire vivi. Ma almeno il teatro ha questo di bello rispetto alla tv: se piaci lo sai subito. Così la notte posso dormire tranquillo».