Instant messaging mobile: tutti pronti al grande salto

Potrebbe essere la prossima gallina dalle uova d’oro, generando un volume d’affari vicino ai 16 miliardi di dollari entro i prossimi tre anni<br />

Li conoscono tutti, eppure sono una grande novità nel mondo del mobile. Nati sul Web, dove in pochi anni hanno spopolato, gli instant message devono ora tentare il grande salto dal pc al telefonino. Al di là del guado ci sono decine di milioni di utenti potenziali, gli stessi che da più di dieci anni hanno fatto degli sms un fenomeno commerciale e di costume. Questo è l’asso nella manica che i maggiori mobile player si preparano a giocare. L’operazione non è priva di incognite.

D’altra parte, decidere di lanciare un servizio in potenziale competizione con gli sms potrebbe essere un’arma a doppio taglio: perché, si domandano molti addetti ai lavori, inserire un elemento di disturbo nel mondo dorato degli utilizzatori degli short message? Di buone ragioni ce ne sono almeno un paio.

Prima cosa, la concreta possibilità che i messaggi istantanei vengano considerati dagli utenti come un’evoluzione degli sms, e che quindi i due servizi possano tranquillamente coesistere senza farsi concorrenza. Inoltre, l’approdo in mobilità di uno strumento nato su Internet consentirebbe di dare un grande impulso alla convergenza tra Web e cellulari. La futura prosperità degli operatori mobili dipende il larga misura dal crollo delle barriere che ancora dividono i due mondi, e l’Im potrebbe essere il traino decisivo per abbatterle.

A far brillare gli occhi dei player del mobile sono anche le previsioni degli addetti ai lavori: la Gsm Association stima che il mercato in mobilità dell’Im avrà un volume di affari da 16 miliardi di dollari dal 2009. Un boccone troppo ghiotto per farselo scappare. Così l’industria è già in movimento, dai produttori di cellulari agli operatori. Per assicurare un decollo rapido al servizio è necessario spianare la strada. Il primo passo è garantire all’instant messaging la stessa interoperabilità tra apparati, network e piattaforme tecnologiche che caratterizzano gli sms.

Ma secondo Open Mobile Alliance ci sono altri due snodi decisivi da affrontare. In primo luogo, rendere l’accesso al servizio il più semplice possibile: se l’utente troverà complesso l’utilizzo dell’Im continuerà a usare solo gli sms. Inoltre, è importante che gli utenti abbiano l’impressione di trovarsi di fronte a degli sms potenziati piuttosto che a un contenuto del tutto nuovo.

In questo senso, il modello adottato da Telefonica potrebbe fare scuola: il provider spagnolo ha deciso battezzare il nuovo servizio con il nome di Sms 2.0: un modo per sottolineare lo stretto cordone ombelicale che lega short message e instant messaging.