Insulina programmata in Italia per la prima volta

Per la prima volta in Italia, all'ospedale San Carlo di Milano è stato applicato un dispositivo miniaturizzato (minilink) che consente di monitorare la glicemia nell'arco di 24 ore, in tempo reale. La paziente, una ragazza lombarda di 27 anni, insulino dipendente dall'età di dieci anni, manifestava problemi di alterazioni metaboliche non controllate dalla terapia insulinica tradizionale multiiniettiva. Il minilink è collegato ad un apparecchio - il microinfusore - che infonde insulina in automatico in modo programmato dal paziente secondo indicazioni dello specialista diabetologo e che permette la visualizzazione sul proprio display delle glicemie rilevate.
Nel caso dei pazienti con diabete di tipo 1, che nella sola Lombardia sono oltre 15mila e che hanno bisogno ogni giorno iniezioni di insulina per sopravvivere, le misurazioni tradizionali mostrano solo il valore glicemico di un singolo momento. Il Centro di diabetologia del San Carlo, diretto dal dottor Giulio Mariani, presidente dei medici diabetologi della Lombardia, è una struttura di eccellenza: ogni anno vengono visitati 2500 pazienti. Si affrontano soprattutto le complicanze del diabete, avvalendosi di una ottima integrazione con le altre strutture specialistiche dell'ospedale: dalla chirurgia vascolare all'ortopedia, dalla cardiologia alla nefrologia. Medtronic ha sviluppato nei suoi centri di ricerca californiani strumenti che favoriscono la somministrazione programmata di insulina e tecnologie per il rilevamento della quantità di zucchero contenuta. Due sistemi associati che permettono al paziente di adeguare la terapia alle proprie esigenze di vita e di alimentazione. Quello impiegato al San Carlo, il più innovativo, è grande come una moneta da due euro, pesa 20 grammi. «Visualizzando gli andamenti e le informazioni sulla glicemia in tempo reale, i pazienti possono infatti conoscere come la dieta, l'esercizio fisico, i farmaci e lo stile di vita influiscono sui loro livelli glicemici e programmare il microinfusore in modo da avviare o interrompere l'erogazione di insulina in funzione delle loro esigenze, oppure alimentarsi correttamente per contrastare un'ipoglicemia. «Coniugando informazioni tempestive con una erogazione precisa di insulina, questa terapia integrata può rivoluzionare la gestione del diabete», afferma Giulio Mariani. «Il nostro obiettivo - afferma Patrizia Colapinto della diabetologia del San Carlo - è rendere il paziente attivo e autonomo. Il sensore glicemico del sistema è costituito da un piccolo elettrodo che viene inserito sotto la cute utilizzando un apposito dispositivo. Le misurazioni glicemiche ottenute dal sensore sono trasmesse per via telemetrica ogni cinque minuti da un trasmettitore al microinfusore esterno. Il sistema visualizza anche con delle frecce la rapidità dell'aumento o della diminuzione della glicemia e, con una segnalazione acustica, segnala i valori allarmanti.