Insultò il leader del centrodestra Il giudice di pace ora lo assolve

Gridare al premier «Buffone!» si può, non è reato. Piero Ricca (nella foto), l'uomo che, il 5 maggio del 2003, apostrofò con il termine «buffone» l'ex premier Silvio Berlusconi, al termine delle sue dichiarazioni spontanee al processo Sme, è stato infatti assolto dal giudice di pace di Milano al quale il processo era stato trasmesso dalla Cassazione che aveva annullato la sua condanna al pagamento di una multa per ingiurie. È stato lo stesso Ricca a darne notizia in una nota con cui ha spiegato: «Oggi sono stato assolto in modo definitivo dal giudice di pace di Milano dal reato di ingiuria nei confronti di Silvio Berlusconi». «Il giudice - ha aggiunto - ha seguito la strada tracciata dalla corte di Cassazione che il 4 maggio scorso aveva annullato con rinvio la sentenza di condanna a una multa emessa dal primo giudice di pace. Come ho sempre detto, quella contestazione all'ex presidente del Consiglio era una critica politica verso un prepotente aspirante all’impunità. Dopo tre anni e mezzo lo ha confermato anche la giustizia».