Insulti antisemiti a una donna, un video incastra Galliano

Lo stilista della maison Dior avrebbe urlato a una donna in un bar di Parigi «Io amo Hitler: la gente come te sarebbe morta». La registrazione sarebbe stata fatta con il telefonino. Galliano era poi finito in cella per ubriachezza molesta

Un video inchioda John Galliano, lo stilista della maison Dior accusato di antisemitismo: nel filmato, di cui ha dato notizia il «Sun», si odono insulti pronunciati dallo stilista nei confronti di una donna che ha registrato tutto sul telefonino. «Io amo Hitler: la gente come te sarebbe morta», urla lo stilista britannico, «tua madre, i tuoi progenitori, tutti maledettamente gassati», si sente nella registrazione.
Non è chiaro a quando risalga l'attacco verbale ma ora Galliano farà fatica a negare di aver insultato una coppia asiatica, giovedì notte, nello stesso caffè parigino, il La Perle. Proprio l'episodio di giovedì notte ha spinto a donna a tirare fuori il filmato (registrato con un telefonino da qualcuno seduto al suo tavolo) e che è finito sul «Sun». Il gruppo di persone insultato da Galliano era composto, sostiene il quotidiano, da italiani e francesi. Il filmato, girato nello stesso caffè del Marais, tradizionale ritrovo dei gay, fa una pessima pubblicità al geniale quanto stravagante stilista. Quando sente le offese, la donna non sembra scomporsi (si limita a un «Oh, mio Dio...») e poi cerca di capire chi sia il suo interlocutore, chiedendogli se abbia un problema. E lui replica: «Con te. Sei orribile». E quando qualcuno gli chiede chi sia, lui replica: «Il tuo b... del c...». Non è chiaro quando il filmato sia stato girato.
Venerdì, poche ore dopo il fattaccio, Dior ha sospeso temporaneamente il suo geniale creativo. Fantasioso e Galliano è l'artefice tra l'altro dell' immagine, algida e perfetta, con cui Carla Bruni-Sarkozy ha voluta entrare all'Eliseo. Amico personale della premier dame, il geniale artista, nato a Gibilterra 50 anni fa, è considerato il motore portante del marchio Dior, che fa 700 milioni di euro di profitti ogni anno. Entrato nel 1996 nell'equipe creativa di Dior, di cui ha preso le redini due anni dopo, lo stilista dai caratteristici baffi allungati ama dare di sé un'immagine di dandy neo-moderno, ma nei backstage dicono che timido e interessato soprattutto ai dettagli tecnici delle sue creazioni. Giovedì scorso ha trascorso una notte in carcere, perché il tasso alcolemico era decisamente fuori norma (1,01 mlg).