Insulti a Berlusconi, niente sanzioni a Di Pietro Il Pdl protesta: "Si ammette la libertà di offesa"

L’ufficio di presidenza della Camera
dopo un lungo dibattito non ha comminato nessuna sanzione a Di Pietro per le parole contro il premier
pronunciate in aula nel dibattito sulla fiducia al governo. E
il Pdl protesta perché ritiene che così "si ammette la
libertà di offesa"

Roma - L’ufficio di presidenza della Camera dopo un lungo dibattito non ha comminato nessuna sanzione ad Antonio Di Pietro per le parole contro Silvio Berlusconi, pronunciate in aula nel dibattito sulla fiducia al governo. E il Pdl protesta perché ritiene che così "si ammette la libertà di offesa".

Bagarre sulla "grazia" a Di Pietro Il Presidente Gianfranco Fini aveva proposto in avvio di riunione che fosse investita la Giunta per il regolamento perchè definisse in modo più restrittivo l’articolo 60 che tratta delle sanzioni per le offese al presidente della Repubblica e alle istituzioni. Ma il Pdl ha citato diversi precedenti, soprattutto quello di Barbato (Idv) ed ha chiesto sanzioni più pesanti. Il presidente Fini ha suggerito di inviare a Di Pietro una lettera di richiamo, per la quale è necessaria l’unanimità dei componenti, ma il vicepresidente Antonio Leone, del Pdl, non ha accolto la proposta, ad avviso del Pdl riduttiva, e dunque la sanzione non è stata comminata.