Insulti e minacce al nostro direttore Ma solo Plinio e Rosso lo difendono

(...) su queste pagine l’ampio e colorito curriculum dell’ex magistrato, dei suoi familiari e dei suoi principali collaboratori, tra cui gli stessi ineffabili autori dei testi nel sito web di Idv. Ma il nostro direttore, a sentire Italia dei valori (e dei favori, e dei livori), ne avrebbe combinata un’altra ancora più grossa: si sarebbe spinto, lui reprobo, temerario e per di più recidivo!, a chiedere ad Antonio Di Pietro di rispondere a qualche semplice quesito. Roba da pacco-quiz televisivo, tanto sarebbe facile accontentare il direttore mentalmente labile, paranoico e degno di «finire a testa in giù» (sì, c’è anche questo nel sito web dei paladini dei valori).
Giordano, ad esempio, ormai lo sanno tutti, voleva e vorrebbe tuttora sapere come ha fatto Di Pietro a conoscere in anticipo l’avvio dell’inchiesta della magistratura napoletana a carico del dottor Mario Mautone, ex provveditore alle Opere pubbliche, trasferito poi dallo stesso Di Pietro al suo ministero. Dieci secondi sarebbero fin troppi per dare la risposta. Il fatto è che, da Di Pietro dei valori, la risposta non arriva. Sono arrivate, in compenso, via internet, le farneticanti espressioni, gli insulti e le minacce di morte «a testa in giù» dei frequentatori del sito, col copyright del senatore avvocato Luigi Li Gotti. Uno, questo Li Gotti, passato ad abbracciare Italia dei favori, pardon: dei livori, pardon: dei valori, dopo essere transitato senza lasciare traccia nel Movimento sociale italiano, in Alleanza nazionale e in svariate sacrestie democristiane. Il direttore Giordano ne ha preso atto e ha preannunciato querela, nonostante il parziale tentativo di dietro front del Li Gotti - «Ho espresso un’opinione ironica sulla campagna che sta portando avanti il Giornale» -, e il conforto per la solidarietà immediatamente espressa dai due consiglieri regionali liguri. Gli unici. A livello locale e nazionale. Onore al merito di Plinio e Rosso, dunque, che non è la prima volta, a dire il vero, che si distinguono, per le loro prese di posizione a favore della libertà di pensiero, della giustizia e della difesa dei Valori (quelli veri, con la lettera maiuscola).
Nessuna intenzione, quindi, da parte mia di sminuire i meriti e l’autorevolezza di Plinio e Rosso, i quali hanno presentato un ordine del giorno da discutere nella prossima seduta di consiglio regionale «per esprimere solidarietà al direttore del Giornale e condanna dell’utilizzo di un sito ufficiale di partito per ingiuriare e addirittura consentire minacce di morte verso un giornalista che ha fatto il proprio dovere. Siamo fiduciosi - insistono i due esponenti del Popolo della libertà - in una condivisione unanime della nostra iniziativa da parte dei colleghi in via Fieschi», compresa ovviamente Carmen Patrizia Muratore che rappresenta Idv. Ecco: Plinio e Rosso sono stati, come sempre, illuminati e tempestivi. Magari, però, non dico il direttore, ma i nostri lettori credo che si sarebbero aspettati numerose e convinte e anche scandalizzate prese di posizione di altri autorevoli esponenti del centrodestra e, perché no?, del centrosinistra in Parlamento, in Liguria e nel Paese. Non sono (ancora) arrivate. Aspetto fiducioso. Meglio tardi che mai, si dice. Questa volta, però, sarebbe stato meglio prima. Sempre ammesso che arrivino, mah...