Insulti, liti e ultrà: guerra virtuale a sinistra

NEMICI DI FACEBOOK Il popolo arancione. Su internet si scatena la rissa fra le tifoserie di sindaco e assessori. Senza esclusione di colpi (bassi)

Se nella società moderna Facebook ha preso il posto del salotto di casa, bisogna dire che i salotti di Pisapia & co. sono affollati di ospiti strani. Ci sono quelli che applaudono «a prescindere», una specie di claque virtuale. Ci sono (meno) quelli che criticano sempre. Quelli che cambiano discorso. E poi c'è la piccola folla di quelli che discutono, ragionano, si accapigliano, dicono cose senza capo né coda, a volte si insultano, e se fossero faccia a faccia - anziché davanti ad un computer - magari si metterebbero le mani addosso senza troppi riguardi per il padrone di casa. Il sindaco Pisapia e i suoi assessori dialogano con la città attraverso il loro profilo su Facebook. E si trovano a sperimentare sulla loro pelle vantaggi e svantaggi del social network.
La giunta «arancione», arrivata a Palazzo Marino sull'onda di Internet, continua a smanettare sul computer. Un po' tutti i membri della giunta (tranne Franco D'Alfonso, che ha chiuso il suo profilo) comunicano tramite Facebook. Ma tre si segnalano per attivismo: l'assessore alla Cultura Stefano Boeri, il suo collega della Mobilità Pierfrancesco Maran, e il sindaco Giuliano Pisapia. Tutti e tre contano su numerosi supporter virtuali pronti a scendere in campo al loro fianco qualunque cosa dicano. A volte i più solerti sono i loro cari. Come accade per esempio alle 11,40 di venerdì scorso, quando Pisapia annuncia sul suo profilo il varo del nuovo Piano del territorio: sull'annuncio piovono subito centinaia di commenti positivi, ma i primi utenti a cliccare il tasto «mi piace» sono Cinzia Sasso e Marco Dragone, ovvero la moglie e il portavoce del sindaco.
Anche Maran e Boeri possono contare sui loro aficionados informatici. Nomi che ricorrono con insistenza, e che a volte (soprattutto nel caso di Maran) si rivolgono all'assessore dandogli del tu e chiamandolo confidenzialmente «Pier». Quando Maran, alle 19,39 di venerdì scorso, rende noto con un post l'avvio dei cantieri per la linea 4 del metrò, passano pochi secondi e partono i commenti entusiasti: «Olè», «Bellissimo», «Ottimo e abbondante assessore!» «Evvai» (preso dall'entusiasmo, un utente scrive «ma com'è possibile che siate riusciti a fare più cose voi in 8 mesi che la Moratti in 5 anni? Grazie!»: e viene riportato alla realtà da un altro utente che gli spiega che a sbloccare i lavori non è stata la giunta ma semplicemente una sentenza del Tar). Anche Boeri riscuote: quando annuncia la creazione di 50 punti wi-fi gratuiti, fioccano applausi sul suo sito: «grazie assessore ci voleva proprio», «finalmente», «non ci sono parole sufficienti per definire la preziosità, la necessità e la modernità di quest'azione! Complimenti giunta Pisapia!».
Ma non sono tutte rose e fiori. Perché Internet è piena di gente pignola e polemica, difficilmente contentabile e anche di tipi strani. Mettere a tacere il dissenso sarebbe politicamente scorretto e tecnicamente difficile (anche se ogni tanto qualcuno si lamenta di essere stato «bannato», ovvero censurato). Così sindaco e assessori sono costretti ad ospitare sulle loro pagine anche critiche pesanti. Ma a zittire i dissenzienti ci pensano i supporter, con interventi tipo «Marco, il tuo intervento è presuntuoso e idiota». C'è chi propone le maniere forti contro Carmela Rozza, il capogruppo del Pd inviso a Boeri, «Basta la cura Caterpillar, ci si passa sopra». Ma spesso ad andarci di mezzo sono anche i titolari del profilo: «Pisapia sei un povero imbecille», scrive uno su un post del sindaco. E un altro: «non sei l'uomo di sinistra che credevamo. Sei solo un radical chic sostenuto dai tuoi simili». Per non parlare di quelli che urlano a tutte maiuscole le loro strampalerie, «FATE SKIFO1!!! MAFIOMASSONI MERDOSI ED INDECENTI!!». E la libertà di Internet diventa libertà di insulto.