Insulti no global mai cancellati: Tursi non vuole parlarne

De Benedictis (Lista Biasotti): esclusa la mia interpellanza sulle scritte contro la polizia. Guerello si giustifica: 110 argomenti in ballo

«Gli insulti lasciati dai no global (bestemmia compresa) sono ancora tutti al loro posto» assicura Franco De Benedictis, consigliere comunale della Lista Biasotti. E al suo posto è rimasta anche l’interpellanza urgente dove chiedeva all’assessore competente perché, a due mesi dalla manifestazione dei no global che ha lascito le scritte in regalo alla città, il Comune non le abbia ancora cancellate. «È stata scartate per la seconda volta - spiega il biasottiano - Ma non mi arrendo, la ripresenterò al presidente del consiglio comunale finché non verrà messa in discussione. Capisco che il Comune non abbia interesse a parlarne, ma nel frattempo nessuno cancella gli insulti alla polizia, gli incitamenti alla violenza e addirittura la bestemmia in bella vista nel sottopasso di piazza Caricamento».
Tocca infatti a Giorgio Guerello, presidente del consiglio comunale, scegliere quali argomenti trattare nell’ora dedicata alle interpellanze «veloci». Ieri, racconta Guerello, ne aveva sul tavolo 110. «Ne possiamo discutere cinque, al massimo sei a seduta, per stare nei tempi - aggiunge - De Benedictis è un consigliere molto attivo, le sue iniziative meritano attenzione. Ma lo ripeto, ieri dovevo scegliere cinque argomenti fra i 110 proposti, era inevitabile scontentare i più».
Il problema, però, restano le scritte («digos boia», «10-100-1000 Nassirya e Raciti» per citarne alcune) che nessuno cancella. Portare la questione in consiglio comunale, insiste De Benedictis, è un modo per fare pressioni sulla giunta e convincerla a ripulire i muri. «Per il corteo del 17 novembre - ha ricordato - sono stati spesi 72mila euro. Mi chiedo se una parte poteva essere usata per togliere gli insulti. Da allora sono passati più di due mesi, non capisco perché il presidente del consiglio comunale non lo reputi un tema urgente». Guerello ribatte che a suo modo di vedere gli argomenti più urgenti, ieri, erano altri. «Ci tengo anche a ricordare che la maggior parte delle interpellanze discusse era stata presenta da consiglieri dell’opposizione. Che cosa può fare De Benedictis? Resta libero, sia chiaro, di ripresentare la sua richiesta di chiarimenti quante volte desidera: la valuterò insieme alle altre, scegliendo le più attuali. Farebbe bene però a rivolgersi anche con altri strumenti all’assessore competente per sapere se la giunta riesce a stanziare i soldi per togliere gli insulti dai muri».
Il problema, concordano i due, va risolto quanto prima. «Quando ho visto che nemmeno stavolta se ne sarebbe parlato in consiglio, ho preso l’auto e sono andato a controllare se magari qualcuno aveva tolto le scritte - conclude De Benedictis - Risultato? Erano ancora tutte al loro posto».