Gli insulti di Totti valgono 1.000 euro

Dopo l'ammonizione dell'arbitro Rizzoli arriva la multa-solletico. In serata le scuse del calciatore: "Ho sbagliato". E il calcio si chiede se goda di uno statuto speciale

Roma - Mille euro di ammenda per i «vaffa» indirizzati all’arbitro (e amico) Rizzoli. Secondo il giudice sportivo, Francesco Totti paga, oltre al gesto, l’aggravante di essere capitano. «Chiedo scusa pubblicamente, ho sbagliato, preso dalla trance agonistica e dal delicato momento che stava attraversando la squadra sono andato oltre a quelle che avrebbero dovuto essere delle proteste per l’occasione persa e ho mancato di rispetto a Rizzoli come arbitro e come uomo», le dichiarazioni del numero dieci giallorosso.
A marzo Totti era stato deferito per aver criticato l’arbitro di Inter-Roma Rosetti e prima del derby con la Lazio aveva affermato, a proposito di Inter-Liverpool di Champions, che «gli arbitri stranieri fischiano senza condizionamenti». Domenica i «vaffa» a Rizzoli e la multa.

Che non ha placato le polemiche: per molti, Rizzoli avrebbe dovuto espellere Totti. Il più arrabbiato è il dg dell’Udinese Leonardi: «È una vergogna, l’errore di Totti, se sanzionato, ci avrebbe agevolato, anche se la Roma avrebbe potuto vincere ugualmente. Ci vuole uniformità di giudizio». Sulla stessa linea anche il presidente della Juve Cobolli Gigli, per il quale «ci sono diversi pesi e misure, non ci sono regole precise. Guardando l’episodio, mi è venuto in mente quanto accaduto in tv dove per una frase blasfema in diretta un concorrente è stato espulso». Totti gli aveva già risposto in maniera ironica: «Allora anche lui guarda il Grande Fratello...».

L’ex designatore Casarin critica Rizzoli: «Mi dispiace che si sia dimenticato di essere l’arbitro della partita: ci sono 30mila ragazzini e arbitri giovani e tutti devono pensare che è stata una cosa che non si può ripetere. Rizzoli è una persona educata, civile, che dialoga, ma ci sono dei limiti ben precisi». Più diplomatico il patron dell’Inter Moratti: «Può succedere, sono tanti i fattori psicologici che possono convincere un arbitro a reagire in una maniera o nell’altra». «Francesco non è stato educato - dice l’ex tecnico azzurro e del Milan Sacchi - ma sono convinto che sia dispiaciuto».

Comprensivo invece il decano dei tecnici Mazzone: «Francesco ha sbagliato per via della tensione, che in lui ha fatto prevalere l’istinto, ma l’arbitro ha capito il suo stato d’animo». Il milanista Seedorf non entra nello specifico, ma dichiara: «Spesso è difficile avere un dialogo costruttivo con gli arbitri. Quando si chiedono spiegazioni in una partita, ci si trova davanti ad un muro».