INSUPERABILE

«Molte volte in Ungheria si è combattuto per le libertà ignorati dal mondo. Oggi gli ungheresi dicono che la democrazia è fragile. Di nuovo». Lo ha scritto su Twitter l’ex segretario del Pd Walter Veltroni, commentando le manifestazioni di martedì a Budapest contro la nuova Costituzione varata dal governo di destra. Abbastanza evidente, anche se non espresso esplicitamente forse per pudore, un riferimento alla tragedia nazionale ungherese del 1956, quando in Occidente nessuno si mosse per impedireai carri armati sovietici di schiacciare la rivolta popolare anticomunista. Il parallelo con le proteste attuali pare, esso sì, parecchio fragile, per non dire che dimostra idee poco chiare. Del resto, da un politico che dichiarò che negli anni Settanta in Italia erano gli anticomunisti a iscriversi al partito comunista ci si aspetta questo e altro.