Intanto An le fa i complimenti e i comunisti italiani «stupiscono»

Che Marta Vincenzi «scompigliasse le carte» della politica, con decisioni non allineate al conformismo e condivise a livello trasversale, se l’aspettavano tutti. Ma forse nessuno si sarebbe aspettato che un bel giorno lei, da sindaco di Genova, ricevesse i complimenti pubblici del capogruppo di An in Regione, Gianni Plinio, e, nello stesso tempo, gli strali di Enrico Vesco, assessore di Claudio Burlando in quota Comunisti italiani. Argomento: la posizione assunta sulla realizzazione della moschea a Genova, posizione di estrema prudenza, per non dire di stop che Plinio, confortato dal collega in Comune Gianni Bernabò Brea, definisce «responsabile», esortando il primo cittadino a perseverare «nella speranza che riesca a farla prevalere presso le componenti più ideologiche e ottuse della sua maggioranza». Nel frattempo, Plinio e Bernabò Brea invitano ad acquisire presso il ministro Amato informazioni circa i canali di finanziamento della moschea, per verificare se siano compatibili con le esigenze di sicurezza pubblica.
Di tutt’altro avviso Vesco, titolare delle Politiche dell’immigrazione, secondo cui «l’inversione di marcia rispetto alla giunta Pericu stupisce. Trovo incomprensibile - aggiunge - che la sindaco ritenga necessario aprire un nuovo dibattito sulle questioni sicurezza, responsabilità e divisioni interne del mondo islamico. E ritengo preoccupante la soddisfazione espressa dalla Lega. Il progetto - conclude Vesco - ha già accumulato molto ritardo, mentre la comunità islamica ha dato prova di essere integrata e ampiamente disponibile al dialogo». Nella giornata di ieri, comunque, Marta Vincenzi ha dato un’altra spallata ai fan della moschea: il sindaco ha ricevuto a Palazzo Tursi la guida spirituale dei musulmani residenti in città, Husein Salah, cui ha chiesto «se i promotori dell’opera facciano parte a pieno titolo del tavolo sui rapporti col mondo islamico istituito da Amato. Non si può non tener conto - ha concluso Marta Vincenzi - degli scenari che esigono maggiore chiarezza e trasparenza nei rapporti reciproci».