Intanto l’Unione arruola altre toghe

Dopo le voci smentite dall’ex pm di Palermo, la sinistra sarebbe pronta a schierare i giudici Scotti e Casson

Paolo Bracalini

da Milano

In alcune circoscrizioni chiave l’Unione vuol giocare la carta dei magistrati eccellenti per vincere la sfida con la Cdl. Nel puzzle delle liste elettorali, ancora terreno di battaglia tra i diversi rami dell’Ulivo, spuntano nomi di giudici o ex pubblici ministeri. È di pochi giorni fa la notizia di un possibile esordio in politica, nelle file dell’Unione, per l’ex procuratore antimafia Giancarlo Caselli. Ma la corsa al seggio sembrerebbe già finita per il pg di Torino, che con una risposta lapidaria ha declinato - senza appello, si direbbe - l’invito del centrosinistra: «Ci sono tanti bei mestieri nel mondo - ha detto Casellin -, io preferisco fare il magistrato». In questo modo Caselli ha risposto all’indiscrezione - pubblicata da Il Riformista pochi giorni prima - secondo cui la sua candidatura sarebbe stata già decisa, e ai vertici dell’Unione sarebbe rimasto soltanto da valutare la migliore collocazione in lista, o nell’Ulivo alla Camera (in quota ancora da decidere) oppure al Senato dove l’Ulivo ha una lista unica.
Almeno ufficialmente, è invece ancora in sospeso la candidatura di Luigi Scotti, presidente del Tribunale di Roma, nemico giurato della riforma giudiziaria del ministro Castelli (contro cui ha scioperato lo scorso maggio), nelle liste dell’Unione, anche se le fonti danno ormai per certa la sua corsa per il Senato in Campania. Il magistrato, fresco relatore alla conferenza nazionale dei Ds sulla giustizia insieme a D’Alema e Violante (titolo: «Giustizia uguale per tutti»), ha spiegato che scioglierà la riserva «entro una quindicina di giorni». Il centrosinistra lo schiererebbe nella circoscrizione di Napoli, la sua città. «A Roma - ha detto Scotti - non mi sarei presentato mai, considero estremamente inopportuna una candidatura dove si è esercitata la funzione giurisdizionale».
Meno chiara è invece la posizione di un altro possibile magistrato aspirante parlamentare, Felice Casson, uno degli ultimi nomi usciti dal carniere dell’opposizione per il prossimo 9 aprile. Casson si presenterebbe in quota Ds, probabilmente alla Camera, ma niente di certo sembra ancora deciso. Anche perché quello di Casson è nome che, nella sinistra, evoca divisione più che Unione. Fu lui, insieme al sindaco Massimo Cacciari, il protagonista (perdente) di una sfida fratricida tra Ds, Rifondazione e Margherita nelle ultime amministrative a Venezia.
Se il magistrato veneziano farà parte o no della partita si saprà, probabilmente, solo quando si scioglieranno le riserve anche per le altre possibili new entry con cui il centrosinistra vuole rinnovarsi e lanciare la sfida alla maggioranza uscente. Una squadra fatta non solo da giudici anti-Berlusconi, ma anche di giornalisti militanti come l’europarlamentare Lilly Gruber, e altre firme su cui finora non c’è stata alcuna conferma né smentita: l’editorialista del Corriere della Sera Piero Ostellino, l’ex direttore del Messaggero Paolo Gambescia e il direttore dell’Unità Antonio Padellaro.