Intascava assegni emessi dal Comune: indagato militare

Segnalava, falsificando le firme, i casi bisognosi al comune. E la responsabile dei servizi sociali, senza alcun controllo emetteva assegni che finivano però nelle tasche del carabiniere. L’uno e l’altra dovranno adesso rispondere di concorso in peculato, a seguito dell’indagine avviata dalla stessa Compagnia carabinieri di Rho, dove il militare presta servizio, insieme alla Procura di Milano.
Dal canto suo l’Amministrazione civica di centro destra, guidata dal sindaco Roberto Zucchetti, ha sospeso la dirigente dall’incarico direttivo, in attesa che si faccia chiarezza sulla inquietante vicenda. Al centro del raggiro, gli assegni di solidarietà che il comune elargisce ai cittadini in difficoltà economiche. Da quanto emerso nonostante il riserbo, sembra che il carabiniere inquisito indicasse periodicamente alla dirigente comunale i nominativi di persone indigenti che andavano aiutate.
Per avvalorare le richieste, inviate sempre via fax, utilizzava la carta intestata dell’Arma, insieme alla firma di alcuni suoi superiori, prelevata da documenti ufficiali. La dirigente comunale non sospettava di nulla, né si preoccupava di effettuare controlli. Ed alla fine emetteva assegni dai 1.500 ai 2mila euro, che il militare riusciva in qualche maniera a cambiare e ad intascare. «Ho sempre agito in buona fede – ha fatto sapere la dirigente, ex sindaco ulivista di un comune vicino a Rho -. Non immaginavo certo che una richiesta proveniente dai Carabinieri, potesse essere falsa».