Intascavano soldi per i bimbi malati Gup: «Miseria morale»

Era stata costituita nel 1995 per promuovere raccolte di fondi da devolvere a bambini bisognosi di cure e interventi chirurgici molto costosi all’estero. Con gli anni, però, la Onlus Amore del Bambino, i cui salvadanai si trovavano in ogni bar ed esercizio pubblico, da benefica era diventata un’associazione a delinquere finalizza all’appropriazione indebita. I due responsabili, Marino Antonetti e Giulio Varisco, sono già stati condannati a tre anni e a due anni e quattro mesi, in relazione alla sparizione di almeno 450mila euro dalle casse del sodalizio. Altri sei saranno processati, mentre altri due hanno patteggiato e il giudice Giuseppe Gennari che ha condannato con il rito abbreviato Marino Antonetti e Giulio Varisco, descrive, nelle motivazioni della condanna, il «quadro desolante» emerso dalle indagini. «Grazie anche alla completa assenza di controlli amministrativi - annota il gup - i principali membri di essa hanno potuto durante questi anni raggiungere elevati margini di profitto». La raccolta dei fondi «sfuggiva a qualsiasi controllo, non solo da parte degli enti pubblici a ciò preposti, ma anche da parte di coloro che, come i genitori dei bambini ammalati, potevano nutrire maggiore interesse ad una trasparente gestione». E una conferma «indiretta ma molto esplicita» dei profitti degli imputati, è data «dal tenore di vita di costoro: tutti privi di occupazioni alternative, traevano le proprie fonti di reddito in via esclusiva dalle attività della associazione, godendo di margini di guadagno tali da consentire loro un’esistenza dissoluta, fatta di belle automobili, continue occasioni festose, lussuose ville dove trascorrere le proprie giornate». Dalle intercettazioni, osserva il giudice, emerge un «quadro di profonda miseria morale». Gli imputati si esprimono con un «frasario di impressionante volgarità, orchestrando piani per spartirsi meglio i soldi, si accusano vicendevolmente quando i soldi mancano, denigrano i genitori dei bambini e concordano le risposte da dar loro per giustificare omissioni o ritardi nei pagamenti, parlano dei soldi raccolti con un linguaggio che ricorda la terminologia dei trafficanti di droga».