Gli integralisti somali «frenano» Osama

Un notabile delle Corti islamiche: «Sulle truppe di pace il capo di al Qaida ha parlato a titolo personale»

da Mogadiscio

Le Corti islamiche, il movimento integralista che ha preso il potere a Mogadiscio dopo un duro e sanguinoso confronto con i “Signori della guerra”, hanno preso ieri le distanze Osama bin Laden. Il ledaer di al Qaida in un messaggio diffuso sabato da un sito internet aveva ammonito la comunità internazionale a non mandare forze di pace in Somalia, ritenendole parte di una nuova crociata contro l’Islam.
«Osama bin Laden ha espresso un suo personale punto di vista, come altre figure internazionali», ha detto ai giornalisti lo sceicco Sharif Ahmed, il moderato ex leader del movimento integralista.
«Combatteremo i loro soldati (degli Stati Uniti) sulla terra di Somalia e ci riserviamo il diritto di punirli sul loro territorio e ovunque sarà possibile», diceva Osama bin Laden nel suo messaggio e aggiungeva: «Avvertiamo tutti i Paesi del mondo a non accogliere gli inviti dell’America e a non inviare un contingente internazionale in Somalia». Quello di sabato è stato il quinto messaggio che il superterrorista saudita-yemenita ha diffuso dall’inizio del 2006. Il suo braccio destro, il medico egiziano Ayman al Zawahiri, ne ha diffusi altri otto nell’ambito di quella che gli esperti di terrorismo considerano un’offensiva mediatica senza precedenti di al Qaida.
La Casa Bianca ha commentato, sabato, il nuovo messaggio di bin Laden accusandolo di sfruttare i media per giustificare e incoraggiare la violenza integralista. In una dichiarazione pubblicata sabato sera, la Casa Bianca afferma: «I terroristi non offrono nella loro ideologia e nei loro messaggi altro che un futuro di combattimenti, conflitti e miseria».
Secondo la Casa Bianca, il nastro, la cui autenticità è stata confermata dall’intelligence americana, «mostra una volta di più che bin Laden e al Qaida continuano a usare i media per giustificare la loro visione di morte e la loro guerra contro l’umanità».