Integrazione Arriva lo «sportello» per i romeni

La via che collega integrazione e sicurezza si interrompe se agli stranieri non viene garantita un’adeguata accoglienza. È questa la tesi che sta alla base del convegno organizzato da «Assoforum 2007» e in programma questo pomeriggio alle ore 16 nella sala Protomoteca in Campidoglio.
Ne discuteranno sottosegretari, europarlamentari, consiglieri e assessori, ma soprattutto i presidenti di alcune delle 14 associazioni di romeni iscritte al coordinamento, cioè i rappresentanti dei diretti interessati, di quelle voci della società civile che chiedono ascolto e diritti.
Si partirà da un dato di fondo: secondo uno studio dell’Onu, nei prossimi 15 anni la popolazione dei Paesi sottosviluppati toccherà quota 6 miliardi, contro gli 1,8 miliardi delle regioni sviluppate.
I flussi in entrata saranno enormi, decisamente maggiori rispetto a oggi, e se l’Italia non riuscirà a sviluppare una cultura multietnica adeguata, si troverà a fare i conti con un’ondata di xenofobia.
«Le istituzioni devono attrezzarsi, mentre noi stiamo andando in direzione contraria», è critico Potito Salatto, presidente di Assoforum e moderatore dell’incontro che sarà concluso dal sindaco Gianni Alemanno. «Per esempio - precisa - non rema verso l’accoglienza la tassa di 50 euro per il permesso di soggiorno, specie dopo che gli immigrati sono costretti a mettersi in coda davanti agli uffici alle tre del mattino».
Saranno dunque proposte concrete e non speculazioni astratte quelle che verranno avanzate nel corso del convegno, introdotto dalla relazione del vicepresidente Pierluigi Borghini, il primo a dare l’esempio: nella sua azienda, infatti, ha appena assunto Cristinel Verbuncu, il romeno a cui il rogo di Castel Fusano ha strappato moglie e figlio.
Poi, nell’ordine, toccherà a Giancarlo Germani (associazione «Italia-Romania»), che parlerà delle procedure per snellire le modalità di voto per gli stranieri ed eliminare le lungaggini in vigore oggi. Iulian Manta (associazione «Voce dei romeni») si soffermerà invece sulla sicurezza e i controlli sui luoghi di lavoro, mentre Laura Vasii (associazione Dacia Felix) sul prossimo varo, a Roma, di un progetto che favorisce l’insegnamento dell’italiano come seconda lingua per i cittadini comunitari e non, e che allo stesso tempo prevede un’adeguata formazione degli insegnanti.
Ancora, Iamandii Mihaela (associazione «Rosa dei venti») presenterà un'iniziativa già approvata da Alemanno, che porterà a breve alla creazione di un’area d’incontro attrezzata per i romeni, mentre Alina Harja (associazione «Amici Romania») traccerà un quadro relativo alla situazione negli asili nido, ricordando quanto già è stato fatto sul piano dell’integrazione e quanto ancora può essere realizzato.
«L’accoglienza è la precondizione», ribadisce Salatto, che intanto lavora per dare vita in Comune a una consulta permanente dell’associazionismo, e già anticipa la sua idea più recente: quella di creare uno sportello pubblico aperto tutti i giorni e riservato ai romeni, che con 60mila residenti (censiti) rappresentano la comunità straniera più popolosa della capitale.
«Questo sarà un altro piccolo passo - conclude il presidente di Assoforum - per trasformare l'accoglienza in integrazione e sicurezza. Lo scopo del nostro coordinamento, lo ribadiremo più volte nel corso del convegno in Campidoglio, è proprio quello di sollecitare e stimolare le istituzioni su tematiche così importanti, e vigilare affinché vengano rispettati gli impegni presi».
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