Integrazione degli stranieri e una legge anti-stalking

«La strada maestra per la questione immigrazione è la regolarizzazione, la naturalizzazione e l’integrazione, soprattutto di chi lavora e lo fa onestamente. È sbagliato fare l’equazione immigrati-sicurezza, perché questo tipo di problemi, nella maggior parte dei casi, è legata al degrado della città, al livello di percezione della propria vita quotidiana. Quello della sicurezza è un problema che va declinato a tutto campo, non solo agli immigrati. Sia dentro le famiglie, che nei quartieri, sul territorio e nella società. Intanto, è necessario un coordinamento tra le grandi città, una sorta di «rete» interna sulla sicurezza. Poi serve un piano di integrazione dei cittadini extracomunitari nella realtà in cui vivono. Inoltre, è necessario il poliziotto di quartiere, per un controllo diretto sul territorio, e la legge sullo stalking: chi fa violenza o molesta deve essere allontanato dalla vittima. Per affrontare la questione sicurezza in una città come questa, c’è bisogno che la città abbia i poteri di Roma capitale. Altra proposta è l’attivazione da parte del Comune di un centro contro la violenza, per esempio con un telefono verde aperto 24 ore su 24 per la sicurezza in famiglia e nei quartieri».