Integrazione e legalità: nei campi rom autorizzati a fine maggio arrivano telecamere e vigilantes

Piano nomadi, scatta la fase due. Entro fine maggio i sette campi autorizzati dal Comune saranno vigilati, presidiati e muniti di telecamere a circuito chiuso.
«Già nelle prossime ore la Questura indicherà al V Dipartimento (Politiche sociali) del Campidoglio l’elenco delle società private di vigilanza da invitare alla gara negoziata», annuncia l’assessore Sveva Belviso. Ogni campo sarà vigilato 24 ore su 24 da un minimo di 8 persone, con turni di 6 ore ciascuno. I vigilantes faranno servizio di guardiania all’esterno, controllando i tesserini magnetici o i documenti. Grazie alle telecamere, poi, potranno intervenire direttamente su situazioni a rischio, o chiamare le forze dell’ordine, il V Dipartimento, la municipale. Finisce la legge del Far West. Non ci saranno più auto rubate all’interno dei campi, clandestini nascosti nei camper, sparirà anche la roulotte del «buco». Fine del paese della cuccagna, promette il Campidoglio. Molto stretti i tempi. L’amministrazione comunale, infatti, ha presentato nei giorni scorsi formale richiesta alla Questura di indicare almeno cinque ditte di vigilanza con una solidità tecnica e finanziaria adeguata. «Nell’elenco che sta per arrivare (sarà consegnato forse oggi, ndr) ce ne sono già sette, - precisa l’assessore Belviso - fra queste l’amministrazione andrà a procedura negoziata per l’affidamento del servizio. Ogni ditta potrà partecipare alla gara per un massimo di 3 insediamenti. Per evitare situazioni di monopolio e turare eventuali defaillance».
A condurre in porto l’appalto provvederà direttamente il V Dipartimento, con un ufficio apposito distaccato presso la sede della Prefettura. I finanziamenti necessari, precisa la Belviso, sono già in un fondo speciale a disposizione di Pecoraro. In tutto per l’emergenza nomadi sono stati stanziati 8 milioni dal Comune, 5 dalla Regione, 10 dal Governo. In particolare 3 milioni sono destinati alla vigilanza. Un milione e 600mila euro serviranno alla perimetrazione dei campi, ad allestire le casette (circa 70 mq) destinate a presidio, a installare le telecamere, e a realizzare il collegamento Adsl (a banda larga) con la centrale operativa della polizia municipale. La spesa sarà ammortizzata in tempi rapidi, perché poi le strutture resteranno negli anni a venire. Per le risorse umane, ossia per il personale, il costo sarà di 1 milione e 400 mila euro l’anno. In una prima fase, tuttavia, a supportare i vigilantes ci saranno presidi mobili di polizia e carabinieri coordinati dalla Prefettura.
«L’obiettivo a medio termine dell’amministrazione - precisa la Belviso - è di internalizzare il servizio, ossia di affidare la vigilanza alla municipale per avere la sicurezza dei campi a costo zero. Diciamo entro tre anni. Oggi non abbiamo ancora la possibilità di farlo, perché non abbiamo abbastanza vigili, ma presto dovremmo procedere a nuove assunzioni».
I costi già adesso saranno comunque minori che con Veltroni. Prima, infatti, il Comune pagava 3 milioni e mezzo l’anno alle cooperative sociali, che, oltre a fare integrazione, spesso affidavano la vigilanza agli stessi nomadi. Ora il sistema sarà più efficiente e darà maggior sicurezza. Nessun limite di orario per entrare e uscire, ma le auto non potranno varcare i cancelli e gli ospiti per passare dovranno avere le carte in regola. I campi autorizzati sono: Salone, Castel Romano, Gordiani, Candoni, Lombroso, Cesarina, Camping River.