«Integrazione senza frizioni»

«Anziché complicarci la vita con l’inglese o con l’esperanto, perché non usiamo il linguaggio dei segni? Nessuno ne sarebbe escluso, né si sentirebbe straniero su questa terra». H. H. Lim, per tutti solo Lim, è un simpatico artista cinese di origine malesiana dallo spiccato accento romanesco (vive nella capitale da 25 anni) che sta svolgendo una ricerca artistica sul linguaggio dei sordomuti. Lim conosce l’Italia come le sue tasche e ritiene che la via per una «soft integration», un’integrazione senza frizioni, sia possibile nel nostro Paese: «Noi artisti stranieri siamo chiamati a fare la nostra parte e, magari, a suggerire attraverso le nostre opere la direzione giusta», commenta.