A Intel la battaglia legale contro la rivale Amd

Un giudice Usa: nessuna violazione delle leggi antitrust

da Milano

Finisce con una sostanziale vittoria di Intel la battaglia giudiziaria americana tra i due colossi dei microprocessori. Un giudice di San Francisco ha respinto la maggior parte delle accuse presentate da Amd nella causa intentata contro Intel per una presunta violazione delle leggi antitrust. La Corte ha così accolto le argomentazioni della società di Santa Clara, in California, secondo cui le richieste di Amd non sarebbero di pertinenza della legge americana.
La causa intentata da Amd nel giugno 2005 verteva su un presunto monopolio da parte di Intel nel mercato dei microprocessori utilizzati nella maggior parte dei personal computer. L'istanza riguardava le strategie di mercato di Intel in svariati Paesi, tra cui Regno Unito, Germania e Giappone. Proprio questo punto era stato la base per le argomentazioni del colosso dei microprocessori, che aveva sostenuto soprattutto una cosa: che le istanze presentate da Amd non potessero ricadere sotto la giurisdizione della corte federale americana.
In tutta risposta, Advanced Micro Devices aveva fatto rilevare che quello dei microprocessori è un mercato globale, senza però riuscire a convincere la corte federale. Ma secondo il giudice Joseph Farnan, «Amd non è riuscita a dare prove evidenti che le strategie di Intel sui mercati esteri hanno effetti diretti, sostanziali e prevedibili negli Stati Uniti».