Intel lancia il transistor con struttura tridimensionale

Per la prima volta dalla loro invenzione, oltre mezzo secolo fa, i transistor non sono più solo bidimensionali. Intel, il colosso mondiale dei semiconduttori ha infatti annunciato l'entrata in produzione entro la fine dell'anno in grandi volumi, di un nuovo transistor a struttura tridimensionale, a 22 nanometri (un nanometro equivale a un miliardesimo di metro), nome in codice Ivy Bridge, che «offre una combinazione senza precedenti di risparmio energetico e miglioramenti delle prestazioni», secondo quanto spiega la stessa Intel.
«I ricercatori e gli ingegneri Intel hanno reinventato ancora una volta il transistor, questa volta utilizzando la terza dimensione», ha annunciato Paul Otellini, Presidente e CEO di Intel durante una conferenza in diretta su Internet.
«Grazie a questa potenzialità verranno creati straordinari dispositivi in grado di cambiare il mondo, man mano che faremo evolvere la Legge di Moore in nuovi ambiti». La Legge di Moore, che prende il nome dal coofondatore della Intel Gordon Moore, è una previsione relativa alla velocità di sviluppo della tecnologia del silicio, in base alla quale la potenza dei computer raddoppia ogni 2 anni circa, riducendone i costi, e costituisce il modello fondamentale di business per il settore da oltre 40 anni.
«Abbiamo sempre saputo che la riduzione delle dimensioni dei transistor avrebbe raggiunto un limite- ha dichiarato Moore -Questo cambiamento nella struttura di base rappresenta un approccio veramente rivoluzionario, destinato a consentire il proseguimento della Legge di Moore e del consueto ritmo di innovazione».
I nuovi transistor si prestano a tutta una gamma di utilizzi, per i computer di tutte le dimensioni, smartphone e tablet compresi. Intel intende in particolare usare i nuovi microchip nei processori Atom, sviluppati per i dispositivi portatili.