Un intellettuale che spaziava tra romanzi e quadri

Gregor von Rezzori (1914-1998) è stato uno scrittore con un complicatissimo albero genealogico asburgico-siciliano, di madre lingua tedesca ma capace di parlare fluentemente anche: rumeno, polacco, italiano, yiddish, russo, francese, inglese. Memorialista, romanziere, e autore di copioni per la radio, nella sua lunga vita è stato anche: attore, giornalista, critico d’arte e collezionista. Nato a Czernowitz, Bukovina, dopo il crollo dell’Impero austroungarico divenne cittadino rumeno. Spirito inquieto iniziò i suoi studi universitari a Leoben, poi si trasferì all’università di Vienna passando per svariate facoltà: Architettura, Medicina, Belle Arti. A metà degli anni trenta si spostò a Bucarest, dove condusse un esistenza da artista. Nel 1938 si trasferì a Berlino dove iniziò a lavorare come scrittore e autore per programmi radio e produzioni cinematografiche. A partire dai primi anni sessanta von Rezzori ha iniziato a spostarsi tra Roma e Parigi con lunghi soggiorni negli Stati Uniti e in Toscana. Le opere più importanti di questo poliedrico autore sono: Un ermellino a Cernopol, Sulla scogliera, Tracce nella neve. Ritratti per un’autobiografia che non scriverò mai e Memorie di un antisemita (in Italia tutti usciti per l’editore Guanda). Il suo ultimo libro pubblicato è Sulle mie tracce, che fa parte di una trilogia autobiografica di cui la terza parte Greisengemurmel (Borbottio di un vegliardo) non è stata ancora tradotta e pubblicata nel nostro Paese.