Intelligence di prevenzione e polizia di quartiere

«I cittadini non possono diventare ostaggio in casa propria della libera circolazione di chi delinque, sia esso italiano, straniero, clandestino. Quindi tolleranza zero contro la delinquenza. Per questo il primo punto è sicuramente la lotta alla criminalità. Questo significa dotare le forze dell’ordine, attraverso anche un accordo comunale, di strumenti idonei anche in termini di intelligence di prevenzione. I vigili urbani devono essere armati. I barboni saranno tolti dalle strade e accolti in centri appositi. Poi bisogna dotare il corpo dei vigili urbani di uno strumento di polizia dei quartieri con personale qualificato che possa garantire informazioni e sicurezza affinché il crimine venga prevenuto. Ci sarà poi una sezione speciale della polizia municipale che possa, con corsi speciali, coadiuvare le forze dell’ordine per un presidio permanente del territorio perché i diritti devono marciare con i doveri. Una città come Roma se vuole rimettere in moto lo sviluppo possibile deve mettere al primo posto la sicurezza delle imprese e delle famiglie. Per i nomadi: non un piano che gradualmente sgomberi i vari campi, ma lo sgombero immediato, integrando però i bambini nelle scuole».