Le intemperanze di Goffredo

Il nucleo familiare Zoagli-Mameli soggiorna a lungo a Polanesi, località sulle alture di Recco, in una villa chiamata «Borgo Pace», circondata da alti alberi. L'acquisto della villa viene fatto per trascorrervi lunghi mesi di «campagna», lontano dalla vita salottiera della città di Genova che non piaceva alla marchesa Adelaide Zoagli.
Goffredo ha sei anni quando incomincia a vivere sul verde poggio di Polanesi; intraprende i suoi primi studi sotto la guida della madre e di Michele Giuseppe Canale, poligrafo di elevata cultura; nel novembre del 1840 supera l'esame di ammissione al biennio di retorica all'istituto degli Scolopi in via San Lorenzo. Supera il secondo anno nell'agosto del '41 con il massimo dei voti.
Adelaide preferisce gli Scolopi ai Gesuiti, perché «essi insegnano lealtà e liberalità». Padre Muraglia, maestro di Goffredo, gli fa studiare Foscolo, Leopardi, Byron, Shiller e altri. Goffredo si distingue per un saggio letterario composto con altri allievi, Tagliavacche e Boccardi, e si classifica Quartus inter pares. Per premio gli viene concesso, dai padri, l'onore della declamazione di due sue poesie durante un trattenimento accademico. Mameli si iscrive, nel 1842, alla Facoltà di giurisprudenza e Filosofia dell'università di Genova. È un allievo irrequieto, non frequenta assiduamente le lezioni e le funzioni religiose, facile al litigio e alla provocazione. Il 28 giugno '43 Goffredo dà del bugiardo al compagno di studi, Giuseppe Lullin, che si vanta di amoreggiare con una certa Pianovi, perché quest'ultima amoreggiava con un altro e, per questo litigio, viene allontanato per un anno dalla Facoltà. Nel dicembre del '43 si procura un'altra punizione, rientrerà all'università per il biennio 15 novembre 43-febbraio 1844. Il padre cerca di avviarlo alla carriera militare, ma viene rifiutato dal Ministero, nonostante i molti aiuti da parte della famiglia paterna.
Anche la vita famigliare di Goffedo è circondata di spiacevoli eventi: la sorella Angela, la più cara al poeta, muore all'età di sedici anni, proprio nella casa di Polanesi, dove viene sepolta il 3 novembre 1850. Questo triste evento è ricordato con una lapide murata nel pilastro destro, parte interna, dell'entrata del cimitero della frazione recchese. C'e una targa in marmo in via Mulinetti, a fianco del civico 48, che testimonia il soggiorno e i legami che la famiglia Zoagli Mameli ha con la collina di Polanesi e con Recco.
Nella biblioteca di Recco abbiamo trovato tra le pagine dell'Antologia di storie recchesi, tre lettere che Goffredo scrive alla madre, una lettera ha il timbro postale del 15 novembre 1847, sulle altre manca la data, ma dal contenuto si intuisce, che sono il seguito della prima lettera.