Le intenzioni non bastano

Romano Prodi a Milano. Il governo incontra i rappresentanti della parte più produttiva del Paese. E con essi la questione settentrionale che, dopo le ultime elezioni politiche si è fatta più grande di prima. Ieri, in Prefettura, a Milano, si è aperto il tavolo tra il Governo, la Regione Lombardia, la Provincia e il Comune di Milano. La carne messa al fuoco non è poca e non è di seconda qualità. Roberto Formigoni ha chiesto che la regione sia il capo cordata delle infrastrutture lombarde. Filippo Penati ha detto che lavora allo scioglimento della Provincia per il 2009 e per la costituzione dell’area metropolitana ma ha anche detto che, nel frattempo, è d’accordo con la Legge speciale per Milano chiesta dalla Moratti secondo il suo stile: consegnando un documento dove c’è scritto come deve essere fatta, in che tempi e cosa deve dire. Tanto per gradire. Tutti si sono detti (almeno ufficialmente, anche se con più di una riserva...) soddisfatti dell’incontro. Il presidente del Consiglio ha proposto che Milano sia sede dell’Expo universale del 2015. E ha anche detto di essere consapevole e convinto che senza il contributo di Milano e della Lombardia l’Italia non può riprendere il cammino di sviluppo. Le infrastrutture lombarde devono avere la priorità sulle altre. Speriamo di non finire all’inferno visto che la strada che vi conduce è risaputo essere lastricata di buone intenzioni.
Il 2015 è lontano. Lo scioglimento della Provincia si vedrà. Intanto si può lavorare da subito al finanziamento delle infrastrutture lombarde e alle legge speciale per Milano, essendo già stata preparata dal Sindaco di Milano. Non c'è neanche da sforzarsi tanto. D’altra parte se veramente il professor Prodi è convinto che senza Milano non si va da nessuna parte (e Milano e la Lombardia non l’hanno votato), a Milano bisogna togliere i bastoni dalle ruote sia per le cosiddette reti infrastrutturali sia per i progetti urbanistici. Milano ha bisogno di una buona pista sulla quale correre. Al resto ci pensa da sé.
Si vedrà. Speriamo in bene. Il Governo ha molti problemi interni e molte anime da mettere insieme compresa quella che pensa che chi va già bene non abbia bisogno di aiuti e che gli aiuti vadano dati solo a quelli che vanno male. Niente di più sbagliato. Un Paese va bene se incoraggia i forti a dare e fare sempre di più. È il caso di Milano e della Lombardia. Gli amministratori sono di livello giusto. Vediamo se lo sarà anche il Governo nazionale.