Inter, Adriano è ancora in "castigo" Mourinho: la squadra prima di lui

Il brasiliano non è stato convocato nemmeno per la partita con la Reggina. L'allenatore: "Io con lui ho lavorato con il cuore, non punisco chi gioca male ma chi non lavora per il club"

"Adriano? Se qualcuno può vantarsi di aver lavorato col cuore nei suoi confronti, quello sono io...". Josè Mourinho è all'ennesima domanda sul brasiliano, con la pazienza che si è imposto ripete le sue riflessioni sulla gestione di un giocatore che sta uscendo con difficoltà da un periodo difficile.

Dopo la prova di domenica pomeriggio non brillantissima col Genoa, Adriano si è concesso una serata all'Hollywood, chi lo ha visto ha assicurato che il ragazzo non ha bevuto un solo bicchiere di alcol, ma la serata si è trasformata in nottata e al mattino seguente Mourinho se lo è visto arrivare ad Appiano in condizioni precarie. Il brasiliano ha svolto completamente l'allenamento con il resto del gruppo e Mourinho ha finto di chiudere un occhio, aspettando la prima mossa sbagliata del giocatore per fare di tutto un mazzo.

L'occasione si è presentata il mattino seguente, orario del raduno ad Appiano Gentile alle 10,30, orario dell'arrivo di Adriano ore 10,38: quanto basta per rispedirlo al volo a casa. Adriano si sarebbe lasciato andare con Zanetti: "Non mi sopporta, tante vale che torni in Brasile". Ma Adriano ora è un teserato dell'Inter, con un prezzo di mercato notevolmente inferiore al suo valore: cederlo è una operazione economica sbaglioata, recuperarlo posicologicamente costa energie, perché il ragazzo spesso appare molto fragile.

Moratti lunedì ha ripetuto parole buone nei suoi confronti: "Sappiamo che è un bravo ragazzo", ma lo ha anche invitato a comportarsi da uomo e ad avere un confronto leale con Mourinho: "Non mi inserisco nei rapporti fra allenatore e giocatori - ha spiegato -. La linea di Mourinho è la mia, nessun favoritismo". Questo in sintesi il retroscena che Mourinho in conferenza stampa di vigilia alla trasferta di Reggio Calabria, ha dovuto riprendere: "Io con lui ho lavorato col cuore - ha ripetuto -. Ma poi c'è anche il resto della squadra. Prima di tutto viene il club, poi la squadra, poi il singolo. E io devo difendere la squadra, i giocatori devono capirlo. Non punisco chi gioca male, punisco chi non lavora per la squadra".

E per Adriano la strada per riconquistare Mourinho sembra abbastanza lunga: "Neppure così tanto se uno ha voglia di capire - ha chiuso Mourinho -. A Reggio Calabria Adriano sarebbe stato il giocatore ideale, il mio affetto per lui non cambia, ma ci sono delle regole e prima del singolo c'è sempre la squadra".