Inter, alta tensione Moratti-Mancini

Tecnico e presidente si punzecchiano a distanza: "Troppo rinunciatari nel derby" è l'accusa del patron. La replica dell'allenatore: "Non mi pare proprio, non sono d'accordo". Stasera contro la Lazio i nerazzurri si giocano l'accesso alla finale di Coppa Italia

La visita al Pontefice, la semifinale di coppa Italia contro la Lazio e la sfida che vale una stagione domenica con il Siena. La settimana che potrebbe traghettare l’Inter alla vittoria del suo sedicesimo scudetto, inizia oggi, con la visita al Papa Benedetto XVI e con il ritorno contro i biancocelesti (32 convocati per la trasferta, manca Ibrahimovic). Parola d’ordine: voltare pagina. Voltare pagina dopo l’amarezza del derby e dopo i mugugni del presidente Moratti, al quale proprio non è piaciuto l’atteggiamento «eccessivamente attendista» della sua squadra, soprattutto nel primo tempo. Critiche e accuse di scarso coraggio che, però, Mancini non esita un istante a rispedire prontamente al mittente: «Non esiste parlare di scarso coraggio - si difende il tecnico -: non abbiamo mai giocato per il pareggio né nel derby né in altre partite. Ognuno può vederla come vuole: io credo che quando si perde, si cerca sempre un colpevole che di solito è l’allenatore. Se lui l’ha vista così, è libero di farlo, ma non mi trova d’accordo ».

E inevitabilmente l’attenzione si sposta nuovamente sul futuro di uno dei tecnici più vincenti del recente passato interista, nuovamente messo in discussione, nonostante il terzo scudetto consecutivo sia sempre più vicino. «L’anno scorso si poteva parlare del mio contratto perché ancora non avevo firmato nessun rinnovo, ma quest’anno il contratto c’è ed è di tre anni. Moratti dice che dipenderà da me? Non so, chiedetelo a lui». Come dire, capitolo chiuso, concentriamoci su Lazio, «ci teniamo ad andare in finale», e Siena, «ho sempre pensato che la gara decisiva potesse essere una delle ultime: ora ci siamo e non credo ci siano grandi problemi.

Difficile che giocherà Ibrahimovic, ma la squadra è in buone condizioni e credo che abbia le gambe per giocare almeno altre quattro partite ». Chiaro riferimento, con tanto di battuta in stile cabaret, a chi ha parlato di un’Inter stanca e fuori condizione: «Queste sono le solite cose che si dicono tutti quando una squadra passa un momento di difficoltà: allora si tira fuori la preparazione, Dubai, “tribai” e tutte quelle cose lì...».

LAZIO-INTER (ore 21, RaiTre)
LAZIO: 32 Ballotta, 29 De Silvestri, 13 Siviglia, 25Cribari,8Zauri, 6Dabo,24Ledesma,85Behrami, 19Pandev,9Bianchi,18Rocchi. All.: Rossi.

INTER: 1 Toldo, 13 Maicon, 24 Rivas, 16 Burdisso, 6 Maxwell, 21 Solari, 30 Pelè, 19 Cambiasso, 11 Jimenez, 29 Suazo, 45 Balotelli. All.: Mancini.

Arbitro: Saccani di Mantova.