Inter, per battere il Catania una "trivela" e un autogol

I nerazzurri vanno sotto, ma rimediano con un tiro di Quaresma deviato e un pallone bloccato dal portiere dopo la linea. <a href="/a.pic1?ID=290413" target="_blank"><strong>Miccoli manda la Roma in tilt</strong></a>: De Rossi esce, il Palermo dilaga

da Milano

È il 45' del primo tempo, partita calda da pochi minuti, Plasmati di testa e una zampata fuori tempo di Mascara su trivela di Quaresma hanno messo le squadre sull'1-1. Palla poco dopo il cerchio, metà campo dell'Inter, Muntari ha il possesso pressato da Tedesco, sembra uno dei tanti duelli. Invece Muntari non riesce a liberarsi e Tedesco carica, braccia larghe del ghanese, non sembra esserci forza e neppure intenzione. Anche Tedesco fa la sua parte, anzi esagera quando va giù trafitto da una manata. L'idea è che neppure uno grave sarebbe stramazzato al suolo a quella maniera, ma è il gesto che conta e per Damato è da cartellino rosso. Muntari fuori, Inter in dieci.
Appena Damato fischia l'intervallo tutta l'Inter scatta verso Tedesco, il suo non è stato un bel gesto, ma non lo è neppure questo, sono cose che si vedono, arrivano Zenga e Materazzi a dividere, due che ci sanno fare in questi casi, non succede niente, solo strilli.
Strana Inter, l'espulsione di Muntari la scuote più del gol di Plasmati, il rientro in campo di Tedesco fra i fischi di tutto lo stadio precede il 2-1 di due minuti scarsi quando Terlizzi di testa manda la palla a sbattere sul palo lontano e Bizzarri la raccoglie dentro la riga di porta. Almeno questo decide Damato che d'acchito sembra ripulirsi l'anima per una espulsione apparsa severa ma nessuno del Catania muove un dito per convincerlo del contrario, Bizzarri tace e con lui anche Terlizzi. Forse è solo buona educazione. Comunque il Catania ha fatto tre gol e l'Inter adesso è sopra.
L'inferiorità numerica non cambia il giro, all'Inter manca clamorosamente Zlatan Ibrahimovic che gioca molto ma non ne indovina una, alcune intuizioni sono bloccate da Stovini e Terlizzi, altre solo sfortunate. Senza Ibra che sbaglia passaggi elementari, si ferma dopo un errore e sembra giocare con sufficienza palloni che in altre occasioni trasforma in boati, l'Inter fa una fatica maledetta. In fondo Bizzarri, e manca mezz’ora alla fine, finora ha compiuto solo un vero salvataggio importante quando proprio Muntari ha colpito dentro l'area piccola dopo triangolo con Quaresma alla mezz'ora del primo tempo e il portiere del Catania, in tuffo sulla sua destra, si è ritrovato la palla fra le braccia e l’ha messa in angolo.
Strana storia, il Catania non sta facendo una partita eccezionale, ma è bastata per tenere l'Inter dentro a un recinto senza porte.
Mourinho è partito con una squadra da corsa, dentro Figo, Quaresma, Balotelli e Ibrahimovic, in mezzo Muntari e Vieira a lavorare per quattro. Fin quando i tipi davanti hanno avuto forza e fiato per rientrare e dare una mano, tutto bene o quasi, ma senza un gol era abbastanza naturale che la squadra avrebbe corso i suoi rischi. Perché il Catania lasciava lavorare l'Inter e l'aspettava a venti metri dalla sua area, non riusciva mai a ripartire ma non era questo il compito principale, l'importante era fare muro e su quel muro l'Inter ha sbattuto la testa per tutto il primo tempo. Gran possesso di palla e partita senza vibrazioni, un paio di colpi di testa di Ibrahimovic e Balotelli poca roba. Eppure bene sulle fasce, Maicon, Maxwell, Quaresma, grandinata di angoli.
Poi il secondo tempo che parte con l'autogol di Terlizzi e mostra l'altra faccia dell'Inter, gente che si aiuta, neppure un pallone sprecato, Ibra due volte, Burdisso a un metro dalla porta e Maicon dopo splendido assolo mancano clamorosamente il terzo gol ma giustificano una vittoria che nonostante tutto è pulita come un cielo senza nubi.