Inter, che faticaccia contro il Genoa

Adriano sbaglia un rigore, poi trova il gol. Il Genoa, in dieci, trova il pareggio. L'Inter vince solo ai supplementari. E deve rimettere in campo Ibrahimovic. <strong><a href="/a.pic1?ID=320778">Pazza idea di Mourinho: togliere al Manchester Ronaldo e la Champions</a></strong>

Milano - Un destro da fermo terrificante che sfugge a Scarpi e consente a Cambiasso il 2-1, un esterno da paura per tirare giù la saracinesca e spedire l'Inter ai quarti, dove mercoledì prossimo affronterà la Roma. Questo è stato Ibra ieri sera, e l'Inter sfortunata e generosa è diventata padrona del suo futuro, tiranna anche in coppa, squadra da battere, altro mondo.

Un eurogol di Rossi aveva portato il Genoa ai supplementari ma il risultato non faceva giustizia. A conti fatti sarebbe bastata la trasformazione dal dischetto di Adriano su segnalazione errata del guardalinee sotto la tribuna, signor Altomare, che ha indotto l'arbitro Gava all'errore. Come quello di Mesto che aveva servito lateralmente Biava al limite dell'area costringendolo al fallo su Adriano nettamente fuori area. Un altro episodio che mette gli arbitri in balia dei loro guardalinee. Adriano si era appena risvegliato da un'apatia che lo faceva camminare sul prato, la sua esecuzione è stata malinconica e avvilente, Scarpi si è esaltato ma non è stata questa la sua miglior parata della sera. Da solo ha tenuto in piedi tutta la giostra e la partita ha avuto un senso solo nei suoi guantoni.
Girava la voce che giocavano a perdere, tutte e due, invece è partita vera, ritmo accettabile, Genoa schierato con criterio che aspetta l'Inter e si difende bene al limite della sua area anche se viene bombardato senza ritegno.

Inter che trascina la palla, Adriano che parte in dribbling a trenta metri dalla porta, Jimenez che sbaglia molto, ma la presenza di Maicon si fa sentire, Modesto e Juric giocano dalle sue parti e spesso non bastano, col passare dei minuti la pressione dell'Inter si fa sempre più pesante, Chivu fa fuori tutti, si presenta davanti a Scarpi e tenta di dribblare anche lui, poi Crespo gira di destro dentro l'area un assist di Adriano e solo un intervento alla disperata di Ferrari salva la porta genoana. Al tiro ci vanno un po' tutti ma il muro eretto da Gasperini regge. L'Inter viene avanti di forza, punta all'uno contro uno, cerca di sfondare, gli scambi sono difficili, troppa gente in pochi metri. Comunque molto meglio questa versione rispetto a tre giorni fa col Cagliari, è un'Inter che ha voglia e dietro non concede niente fino a quando Samuel s'incarta come sabato sera, allora costò l'1-0 di Acquafresca, ieri sera grazie a un intervento da pazzo scriteriato di Muntari solo un gran spavento. Ma il rischio è stato gravissimo, la più nitida occasione della partita, se si esclude la sciagurata esecuzione di Adriano dagli undici metri.

Ma il secondo tempo è a porta unica, come ai vecchi tempi. Adriano scatenato legna e si fa largo a spallate, solo Scarpi lo frena fino al gol di testa che gli rende giustizia e saluta puntando il dito verso il cielo. Il pareggio di Rossi allunga l'agonia del generoso Genoa, ma quando Ibra decide di chiudere baracca e burattini sono cose mai viste, e l'Inter passa strameritatamente.