Inter, Chivu a tutti i costi Milan, derby Sheva-Pato

Mancini aspetta il sì del romeno, l’alternativa è il colombiano Rivas. Quagliarella per aiutare Totti: lo vuole Spalletti. Nella Lazio spunta il caso Rocchi: l'attaccante vuole andarsene, punta a un grande club. Lotito tentenna, è d’accordo per il contratto ma chiede 10/12 milioni per farlo partire

Le grandi manovre sono iniziate da subito. Appena concluso il campionato, le società sono partite in caccia: c’è chi ha risolto quasi tutti i problemi (Juventus), chi li sta cancellando giorno dopo giorno (Inter) e chi invece tesse la tela in attesa del colpo a sensazione (Milan e Roma). Vediamo allora che cosa riserva il futuro e quali sono gli obiettivi delle 5 «presunte» grandi.

Chivu a tutti i costi
Il tormentone Chivu potrebbe concludersi in settimana e fa intravedere un futuro nerazzurro per il romeno. A Mancini serve assolutamente un centrale difensivo che sappia bloccare gli avversari e far ripartire subito l’azione offensiva. In questo Chivu è un maestro, ecco perché il tecnico nerazzurro insiste tanto per averlo. Sono comunque pronte le alternative: il centrocampista ceco Kovac dello Spartak Mosca e il difensore centrale colombiano Nelson Tyson Rivas. Il primo davanti alla difesa, l’altro al fianco di Materazzi, comunque due soluzioni di ripiego rispetto all’obiettivo Chivu. Le dolenti note arrivano però da Adriano e Recoba: nessuno li vuole, il brasiliano perché considerato non affidabile, mentre il Chino ha un ingaggio troppo alto. L’alternativa ad Adriano sarebbe uno scambio per avere Diarra o Fabregas.

Cercasi goleador con Totti
La bravura e la saggezza di Spalletti rappresentano l’elemento in più. Juan in difesa assicura stabilità (ma non ha le caratteristiche di Chivu), mentre positivo appare l’acquisto definitivo di Pizarro. Occorre però un altro forte difensore e soprattutto una punta di nome e di peso, uno tra Quagliarella e Di Natale, per dare respiro a Totti che non può sempre cantare e portare la croce. Potrebbero tornare buoni anche Semioli e Obinna, per alleggerire il gran correre di Taddei e Mancini sulle fasce.

Uno tra Sheva e Pato L’ambiente, la compattezza del gruppo, un pater familias come Carlo Ancelotti, la lungimiranza di Adriano Galliani sono le armi vincenti del Milan. A tenere in piedi la baracca ci ha spesso pensato Kakà, ma il continuo stillicidio di notizie sul suo prossimo favoloso ingaggio, che andrebbe a sforare tutti i parametri fissati dalla società, non è visto di buon occhio dallo spogliatoio. Una grande punta comunque arriverà (anche se Ronaldo rigenerato fisicamente è una garanzia). Gli obiettivi sono sempre quelli: Ronaldinho, Eto’o, Shevchenko e la new entry Pato (magari da gennaio), ambito anche da Inter e Chelsea. Per il gioco degli extracomunitari, il Milan sarà costretto a scegliere tra l’ucraino (che tanto piace al presidente Berlusconi) e il brasiliano.

Rocchi vuole andarsene La riconferma di Delio Rossi è il valore aggiunto, ma il futuro non appare roseo per il club di Claudio Lotito. Il nervosismo di Rocchi è evidente: vuole un prolungamento del contratto e poi anche la possibilità di andarsene in un grosso club. Lotito tentenna, è d’accordo per il contratto ma chiede 10/12 milioni per farlo partire. C’è poi il caso Jimenez, problemi con la Ternana e col giocatore confuso sul futuro (ma lo vuole l’Inter). Dopo l’addio di Peruzzi serve un portiere che dia sicurezza e Carrizo è un illustre Carneade, così come il difensore argentino Scaloni. Lotito ha puntato gli occhi sui portieri Amelia e De Sanctis in rotta con l’Udinese, ma non ha alternative valide nel caso Rocchi dovesse andare via.

Ansia per Nedved e Del Piero Rosa abbondante e competitiva per Ranieri che ha a disposizione quattro sistemi per sorprendere gli avversari. La difesa è stata sistemata con Grygera, Andrade e Criscito (potrebbe essere lui la bella sorpresa), mentre a centrocampo c’è tanta qualità. Il rinnovo di Trezeguet e l’arrivo dell’ariete Iaquinta hanno messo a punto l’attacco. E poi, fondamentale, è rimasto Buffon, l’unico portiere che può fare la differenza. Ma le dolenti note arrivano con Nedved che non ha ancora firmato il prolungamento, in polemica proprio per l’aumento d’ingaggio dato a Trezeguet, mentre Del Piero ha fatto chiaramente capire a Ranieri che non intende partire dalla panchina. È la solita storia che si ripete da anni: Pinturicchio messo in discussione rischia di spaccare l’ambiente.