Inter e Milan, altro derby per Cassano e Pato. Giallo Milito-Juventus

Galliani: "La squadra non voleva Antonio, ora rifarei le votazioni". Il procuratore del 17enne brasiliano gioca su due sponde. Si complica l'affare per lo stopper del Saragozza, più vicino al Barça

«È oggi il giorno di Chivu? - chiede sorpreso Massimo Moratti -. Da due settimane si dice che è il giorno di Chivu, in effetti sono a Roma ma non incontrerò Rosella Sensi. La trattativa resta aperta e se la nostra offerta verrà accettata saremo felici, altrimenti stiamo bene così». A margine della presentazione dell’Interclub Parlamento intitolato a Giacinto Facchetti, il presidente viene intrappolato: «Chi farà l’offerta migliore si porterà a casa Chivu, noi e il Barcellona abbiamo il 50 per cento di possibilità. Sentirò la dottoressa Sensi al telefono, ma c’è ancora un mese e mezzo di mercato e per noi la questione non è così spaventosamente urgente». Poi la risposta al tentativo di aprire un’asta sul romeno: «Nonostante sia preoccupato di come potrebbe integrarsi Chivu, andrò lo stesso a fare un’offerta ai Sensi. Chivu ha delle caratteristiche fantastiche, ma l’Inter è una squadra che ha dei difensori puri, per questo mi creo dei problemi. Vorrei che l’organico rimanesse uguale, comunque un’offerta la faremo, anche perché Chivu è un bravissimo ragazzo, ha scelto l’Inter e questo è un punto a nostro favore».

Da Barcellona nessun clamoroso rilancio, anzi Joan Laporta sembra sempre meno convinto dell’operazione. L’Inter è ferma a 12 milioni più la metà di Victor Obinna valutata un milione, scansa l’asta e ha Andrea Barzagli già con le valigie in mano se dovesse fallire l’operazione Chivu. Con il Palermo c’è accordo completo, la Roma dovrebbe annunciare la chiusura dell’affare Chivu il 2 luglio, Moratti ha detto che il mercato è ancora lungo ma se dopo quella data la situazione con il romeno non si sblocca, allora Zamparini darà via libera a Juventus e Fiorentina per l’acquisto del campione del mondo. Il difensore centrale è un articolo che sta andando forte, la Juventus punta da settimane il centrale del Real Saragozza Gabriel Milito ma in Spagna assicurano che di questa operazione non ne sanno praticamente niente. Il procuratore del giocatore, Eduardo Gamarnik, a domanda precisa ha risposto: «Milito alla Juventus? Quasi impossibile». Su Milito ci sarebbe pesantemente il Barcellona e il presidente Giovanni Cobolli Gigli ieri in Lega ha scartato anche l’ipotesi Cannavaro: «Difficile un suo ritorno in bianconero, la Juventus guarda al futuro e per il ruolo di centrale difensivo non c’è solo Pepe, ne stiamo seguendo tanti».

Il Milan cerca una punta, all’Inter ce ne sono troppe. L’allarme l’ha lanciato Hernan Crespo e Moratti si è trovato d’accordo. Adriano è sempre più in bilico ma finora l’unica offerta seria è arrivata dai turchi del Fenerbache. Ieri invece erano a Milano Ronaldinho e il procuratore di Pato Alexandre, Gilmar Veloz, che ha incontrato sia l’Inter sia il Milan. Ronaldinho si è tenuto alla larga da via Turati, sede del Milan, ma la sua presenza ha dilatato i padiglioni auricolari. Era qui per uno spot e affari personalissimi ma c’hanno creduto in pochi, è stato visto in un ristorante in via Marghera, è il sogno del Cavaliere anche se Eto’o appare un’operazione meno complicata. L’obiettivo di mercato del Milan è portare a casa un grande attaccante, lo ha ribadito, arrivando in Lega per la riunione del consiglio, Adriano Galliani reduce da un incontro con Carlo Ancelotti. «Il mercato è aperto fino al 31 agosto. Io e Ancelotti siamo totalmente in sintonia e pensiamo solo a un attaccante».

In realtà stanno per accendersi due derby impensabili fino a pochi giorni fa: Cassano e Pato Alexandre inseguiti anche dall’Inter. Il numero due rossonero ha scartato ogni reale interesse sul brasiliano: «Non ci interessa Pato, ci interessano tutti i giocatori del mondo che riteniamo possano giocare nel Milan». E Ancelotti è stato ancor più diretto: «Lui il nuovo Kakà? Piano con i paragoni». Ma su Antonio Cassano c’è una inattesa apertura: «È un attaccante e lo sapete tutti che non mi dispiace. Non è arrivato prima perché a Milanello non aveva raggiunto l’unanimità dei consensi fra società, tecnico e squadra. Sono un democratico, rifaremo le votazioni».