Inter e Milan padroni di San Siro Albertini glielo cede per 99 anni

Ma i due club sognano ancora lo stadio privato e chiedono una clausola per poter lasciare il Meazza fra cinque anni

Claudio De Carli

Un incontro breve fra Gabriele Albertini, il direttore generale Giorgio Porta e l’assessore allo sport Aldo Brandirali: il Comune vende, Inter e Milan comprano, il sindaco ha dato il suo consenso.
San Siro sta per cambiare pelle, il diritto di superficie per 99 anni equivale a una cessione che consente ai due club una gestione più diretta, con tempi e investimenti a loro discrezione. La cifra attorno alla quale ruota la trattativa è di 27,5 milioni di euro, ecco come ci si è arrivati.
Il 3 gennaio 2006, con una lettera inviata al direttore Giorgio Porta, l’assessore allo sport Aldo Brandirali rendeva noto costi e tempi delle opere per mettere in sicurezza lo stadio, rientrare nel decreto Pisanu e ottemperare alla normativa Fifa sugli stadi. Fra le opere più urgenti erano inseriti: tv a circuito interno, impianto sonoro, illuminazione e riscaldamento, spogliatoi delle due squadre, maxi schermi, torri, nuovo posizionamento dei tifosi ospiti, tornelli, spostamento della sede tranviaria da piazza Axum. Alcune di queste opere sono in corso, altre come gli spogliatoi già concluse. Il costo totale dei lavori che dovranno essere chiusi entro il 2007 è di 27milioni 221mila 552,83 euro: la cifra che Inter e Milan dovranno sborsare per avere lo stadio.
Il Comune evita di spendere altri soldi, i due club girano questa cifra sotto la voce acquisto dello stadio.
In realtà si è partiti da un valore di San Siro pari a 100milioni di euro, d’accordo entrambi le parti. In questi ultimi cinque anni, fino a giugno 2005 compreso, e cioè da quando è nato il Consorzio San Siro Duemila, lo stadio è costato oltre 8,5 milioni di euro in opere, fra sky box, sale executive, tribuna stampa, seggiolini e telecamere. In proiezione sono stati messi a preventivo altri 93,5 milioni entro il 2020, di cui 10 milioni solo per lo spostamento della sede tranviaria.
Il sindaco ha incaricato il settore privatizzazione del demanio di verificare cifre, preventivi e tempistica, entro un mese vuole tutto sul suo tavolo e quindi incontrerà le due squadre per mettere nero su bianco. Di positivo c’è il suo consenso, di pericoloso il tempo che ha concesso: un mese sembra uno sproposito, domani c’è in calendario un incontro con il Prefetto che chiede efficienza e rapidità, il 6 febbraio è la volta della Figc che sta tastando il polso degli stadi in vista della candidatura degli Europei del 2012.
Con circa 30 milioni di euro Inter e Milan si portano via San Siro, area dell’ex palazzetto dello sport compresa, esclusa quella dell’ipotetico quarto anello.
I due club sono d’accordo ma non hanno riposto la speranza di strappare San Siro a costo zero, facendosi poi carico dei lavori necessari per metterlo in sicurezza. E non è tutto, quando il sindaco li incontrerà ci sarà la questione della clausola e cioè la possibilità di uno o anche di entrambi i club di lasciare San Siro dopo una data convenuta, vicina i cinque anni. I due club vorrebbero aggiungere questa clausola nel contratto del diritto di superficie per 99 anni, senza una penale da pagare nel momento in cui decideranno di lasciare San Siro. Il progetto di giocare in uno stadio proprio rimane un’ipotesi molto percorribile da entrambe e i tempi per la realizzazione di un impianto da 50-60 mila posti, servizi connessi, è di circa cinque anni.